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Presagio finale PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 28
ScarsoOttimo 
Scritto da Dario Carta   
martedì 17 agosto 2010

Presagio Finale
Titolo originale: First Snow
USA, Germania: 2006  Regia di: Mark Fergus Genere: Thriller  Durata: 121'
Interpreti: Guy Pearce, William Fichtner, Piper Perabo, J. K. Simmons, Nicholas Ballas, Steven Michael Quezada, Rick Gonzalez, David House, Luce Rains, Julie Gawkowski, Forrest Fyre, Gurudarshan, Callie Anne Morgan, Jo Ann Soto, Adriana Cordova
Sito web ufficiale: www.firstsnowthemovie.com
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 22/01/2010
Voto: 6
Trailer
Recensione di: Dario Carta
L'aggettivo ideale: Psicologico
Scarica il Pressbook del film
Presagio finale su Facebook

Presagio finaleE' molto più adeguato il titolo originale,"First Snow",rispetto all'insipido "Presagio finale",per riuscire a cogliere il collegamento fra il filo rosso tessuto nella trama e le metafore di cui è pervaso il film.
La coltre della prima neve della nuova stagione fredda si limita a coprire gli aspetti di una realtà che rimane intatta e congelata sotto lo strato bianco e lucente. Ma di fatto non li cambia.

Il regista Mark Fergus e lo sceneggiatore Hawk Ostby ("I figli degli uomini","Iron Man") elaborano uno script su una storia con poche novità a suo carico ma il cui impianto narrativo soccorre ampiamente all'archetipo della vicenda,dandole il respiro di un lavoro ben fatto.
Jimmy Starks (Guy Pearce) è un venditore di Albuquerque,ambizioso ed egoista,dal passato poco limpido,con il sogno di riuscire a vendere un lotto di 10 jukeboxes vintage Wurlitzer.
Un giorno,mentre attende fuori città che la sua macchina venga riparata,decide di farsi leggere il futuro da un veggente (J. K. Simmons),che lo mette in guardia dalla prima nevicata della prossima stagione invernale. La sua vita sarebbe finita in quell'occasione.
Jimmy considera le parole dell'indovino vuote insulsaggini,tuttavia rimane perplesso e disturbato al punto di finire in una spirale di paranoia che lo condurrà ai limiti di una lucida follia.
Nell'ambientazione che evoca gli spazi aperti e i cieli blu del sud ovest americano,la storia si allarga nella forma di un thriller karmico,dirigendosi sull' angustia dell'uomo afflitto dal terrore di un destino già scritto per lui.
Jimmy scivola inesorabilmente nel vuoto lasciato dalle sue certezze da cui viene abbandonato,l'ansia professionale e la frenesia nevrotica di un'attività incentrata a conquistare il prossimo,realtà divenute vacue,che cedono il posto all'angoscia dell'imponderabile,uno spettro che agita la sua minaccia sui suoi giorni inquieti.
Fergus sembra indagare sulle profonde contraddizioni metafisiche che si insinuano nell'animo in equilibrio sull'orlo dell'abisso che divide Jimmy e l'immagine del suo destino.

L'ossessione che nasce in Jimmy rivela il rapporto fra fato ed etica come intuizione dell'individuo sulla precarietà della propria sorte,che si soluziona nell'ostinata ricerca di una conoscenza non permessa.
Il film dipana la propria tessitura allegorica nei chiaroscuri dell'incertezza,in un'indagine sofferta sui limiti dell'uomo e sulla sua impotenza di fronte al timore della predestinazione come segno ineluttabile della sua debole natura.
Appare però nel film un senso di incompletezza non intenzionale che confina l'analisi ai margini di concetti dove etica e metafisica si articolano in un esoterismo promisquo e superficiale.

Il compendio è apologico sulla fatalità degli eventi umani,tematica non nuova,ma la struttura narrativa che anima il film non appare meccanica ed inerte ma,al contrario,ben architettata ed abilmente ramificata,con Fergus che imbastisce una suspense dal passo lento e cadenzato fino all'acme tragica,che si consuma in una soluzione distante da ogni traccia di artificiosità.
E' ironico notare come,di fatto,nulla nella storia sia naturale e che nessuno degli indizi disseminati nel film,la paura,la predestinazione,il conflitto fra sorte e libero arbitrio abbia la genuina forma di una visione realistica dell'uomo e della sua essenza.
Ma questo è il pregio del lavoro di Fergus: un racconto ben orchestrato su realtà impalpabili e paure occulte.

 
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