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Red
Titolo originale: Red
USA, Canada: 2010. Regia di: Robert Schwentke
Genere: Thriller
Durata: 111'
Interpreti: Bruce Willis, Morgan Freeman, Mary-Louise Parker, John Malkovich, Karl Urban, Helen Mirren, Brian Cox, Ernest Borgnine, Richard Dreyfuss, Julian McMahon, James Remar, Michelle Nolden, Jonathan Walker, Ritchie Montgomery, Jaqueline Fleming, Cedric Burton, Laura DeCarteret, Robert Morse, Neil Whitely, Tara Yelland, Chris Whetstone, Logan Douglas Smith, Matthew Olver, Nancy E.L. Ward, Audrey Wasilewski, Justine Wachsberger, Emily Kuroda, Jason Giuliano, Randy Wade Kelley
Sito web ufficiale: www.red-themovie.com
Sito web italiano:
Nelle sale
dal: 11/05/2011
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Dario Carta
L'aggettivo ideale: Guizzante
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Evidentemente in sofferenza d’idee,il grande schermo Americano sembra prediligere canali pertinenti e paralleli per superare le zone d’ombra di un cinema che oggi sembra patire il proprio stato di quiete.
L’immagine stampata pare offrire alle produzioni l’occasione per staccarsi dal suolo e vincere la gravità di un vuoto creativo che oggi affligge le proposte di Hollywood,conformate a prodotti a perdere per un monouso speculativo.
Supereroi e quelle che in questa era vengono chiamate Graphic Novels,irrompono nelle sale nella forma del divertimento indotto da un impegno lucrativo e commerciale,con poche esigenze ed ingegno propositivo,traducendo un prodotto che è sempre più mestiere e sempre meno comunicazione.
Nello stesso tempo i protagonisti di un cinema che si muove molto in fretta,si trovano nell’affanno di adattare la professione ai propri dati anagrafici,con la naturale considerazione di un’età che si modifica in modalità inversamente proporzionale alle esigenze di molti script sempre meno attenti alla riflessione a privilegio del dinamismo visivo e virtuale. Esempi come “A Team”,”I mercenari”,”The Losers”,sembrano voler suggerire che la maturità del cast negli action movies,possa essere facilmente tradotta in racconti d’azione sugli eroi completi del loro bagaglio d’anni di tutto rispetto. Quando “Kick-Ass” esamina il comportamento di ragazzini e adolescenti nelle vesti inaspettate di supereroi,”Red” racconta cosa succede quando un gruppo di ex agenti della CIA va in pensione.
La tranquilla quotidianità di Frank Moses (Bruce Willis),ex agente CIA,viene interrotta da un’irruzione nel suo appartamento di un commando armato,che tuttavia l’uomo riesce a sgominare,scoprendo di essere nel mirino dell’Agenzia.
Scampato all’agguato,Frank si precipita a Kansas City per proteggere Sarah (Mary-Louise Parker),un’addetta al servizio clienti dell’ufficio pensionistico,con la quale l’uomo tesse una relazione tutta telefonica.
Frank raduna la sua vecchia squadra,composta da Joe (Morgan Freeman),ora anziano e malato terminale,ma ancora in ottima forma,Marvin (John Malkovich),paranoico personaggio teorico delle cospirazioni,apparentemente uscito dalla trama di “Ipotesi di complotto” e la seducente Victoria (Helen Mirren),burbera ma fin troppo genuina esperta di armi da fuoco.
I segreti che i compagni custodiscono sul passato delle loro attività nell’Agenzia,li fa obiettivi da parte di quest’ultima e ai quattro non resterà altra scelta che fare quello che sanno fare meglio:sopravvivere ad ogni costo contro ogni sorta di nemico,tra i quali spicca il pericoloso William Cooper (Karl Urban),feroce cane da caccia incaricato di uccidere Frank.
La squadra è al corrente di troppi aspetti riguardanti uno scandalo nel quale è coinvolto il Vice Presidente americano Robert Stanton (Julian McMahon).
“Red” – acronimo di “Retired and Extremely Dangerous” – è tratto dalla miniserie di graphic novels dello sceneggiatore Warren Ellis e disegnate da Cully Hamner,dal 2003 al 2004,con i caratteristici tratti delle comic actions di stampo avventuroso.
La regia di Robert Schwentke porta sullo schermo un discreto compendio energetico di protagonisti incarnati da attori di tutto rispetto,in un melting pot di azione,avventura e commedia.
Sceneggiato secondo una ritmica discontinua e accondiscendente ad una scansione narrativa sorniona ed ammiccante,il film alterna trucchi brillanti,veloce dinamica a movimenti di commedia caricaturale.
Fitto di spunti e allegria,il lavoro di Schwentke si allarga a racconto paradigmatico da comic book d’avventura,condito dalle spezie di una recitazione di spicco di una allegra brigata di supereroi della Hollywood del sorriso,senza alcun auspicio sulla minima adesione alla più pallida idea di realismo.
Ma di fatto non è questo che importa allo spettatore che assiste ad un gioco di pasticciata spensieratezza,messa in scena da un pugno di artisti divertiti da una action comedy farsesca,dove nessuno ha la minima intenzione di prendersi sul serio.
In una struttura che riporta alle “Innocenti bugie” di Mangold,il film imbastisce situazioni esilaranti e sottintesi carichi di umorismo sincero e mai sguaiato – a volte sottile,come nella sequenza di uno strepitoso Ernest Borgnine,curatore dell’archivio “storico” dell’Agenzia,evidentemente autoreferenziante – in un costrutto che aiuta a dimenticare la trama a beneficio del clima ilare che scaturisce da una collezione di artisti con i fiocchi.
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