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Safe House - Nessuno è al sicuro PDF Stampa E-mail
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Scritto da Francesca Caruso   
giovedì 23 febbraio 2012

Safe House - Nessuno è al sicuro
Titolo originale: Safe House
USA: 2012. Regia di: Daniel Espinosa Genere: Thriller Durata: 115'
Interpreti: Ryan Reynolds, Denzel Washington, Vera Farmiga, Brendan Gleeson, Sam Shepard, Joel Kinnaman, Robert Patrick, Liam Cunningham, Sebastian Roché, Tanit Phoenix
Sito web ufficiale: www.nooneissafe.com
Sito web italiano: www..universalpictures.it/website/safehouse
Nelle sale dal: 02/03/2012
Voto: 6,5
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Movimentato
Scarica il Pressbook del film
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safehousenessunoealsicuro_leggero.pngNegli ultimi anni Denzel Washington ci ha abituati a film d’azione di puro intrattenimento, come “Unstoppable” o “Pelham 1 2 3”, entrambi diretti da Tony Scott. “Safe House” si aggiunge alla lunga serie, qui la sua nemesi è Ryan Reynolds.
Tobin Frost è considerato il più pericoloso traditore della CIA, eppure per qualche strano motivo si lascia catturare entrando spontaneamente nell’ambasciata americana di Cape Town.
Frost viene condotto alla safe house, presieduta dal custode Matt Weston. Dei loschi figuri riescono ad entrare nel rifugio, Weston rimane il solo che può tenere a bada Frost, ma di chi potranno fidarsi per uscirne vivi?

L’idea di mettere sotto i riflettori una persona che lavora in una safe house è sicuramente nuova. Le safe house non sono utilizzate solo per i piani d’emergenza, ma per una specifica operazione e vige la regola: una sola volta e una sola operazione, rimanendo attiva per non più di un anno. Ciò per mantenere la sicurezza.
Regista e sceneggiatore hanno voluto mettere in evidenza aspetti diversi dei soliti film di spionaggio, soffermandosi di più sull’umanità di un uomo che lavora tutto il tempo in completa solitudine e come un qualsiasi individuo fa progetti per il futuro: aspira ad un avanzamento di carriera e a tenere in piedi una relazione con la donna che ama (alla quale però racconta un po’ di bugie).
Lo sceneggiatore David Guggenheim ha costruito il rapporto tra un custode inesperto con un ex agente cinico, che stando insieme imparano a comprendere il punto di vista di chi hanno di fronte e avere considerazione della controparte.
Tra di loro si crea un legame, che alla fine diventa fiducia. Il percorso di Matt è quello che cambia maggiormente: l’uomo matura, apre gli occhi e si rende conto di quanto ciò che lo circonda abbia una complessità elevata.

“Safe House” è principalmente un film d’azione e i due protagonisti sono sempre in movimento: ci sono inseguimenti, sparatorie e combattimenti corpo a corpo. I personaggi non si arrendono mai, dimostrando spesso una resistenza sovrumana. Per quanti colpi ricevano alla testa, o pugnalate al tronco, o spintoni che li atterrano, Matt e Tobin si rialzano (forse un po’ troppo spesso). Diversamente da altri film d’azione i due protagonisti possiedono uno spessore, che risalta agli occhi di chi guarda. Ryan Reynolds è perfetto nel delineare l’interiorità di Matt, ci si identifica con la sua disillusione e si parteggia per la sua riuscita e che questo non lo cambi completamente.
La domanda che ci si pone è: riuscirà a mantenere la sua purezza o diventerà l’ennesimo Tobin Frost? La produzione ha cercato la collaborazione di Denzel Washington per il ruolo di Frost, una volta avuto lui, il passo successivo è stato trovare qualcuno che potesse reggere il confronto e Reynolds fa completamente suo il proprio personaggio.

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, il direttore della fotografia Oliver Wood si è avvalso di un colore pieno, utilizzandolo al meglio in ogni sequenza. L’intento è stato quello di creare un connubio perfetto tra gli attori e i colori all’interno di una scena per conferire più forza all’immagine.
Le sequenze allo stadio, per esempio, sono molto colorate e vivaci, non solo per far risaltare l’evento in questione, ma anche per sottolineare il luogo dove tutto accade: il Sud Africa.
In “Safe House” ci si imbatte in una storia che per alcuni aspetti è familiare, ma l’azione non è seconda a nessuna e Washington/Reynolds riescono bene a intavolare uno scontro/incontro che tiene col fiato in sospeso fino alla fine (o quasi).

 
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