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Shanghai
Titolo originale: Shanghai
USA: 2010. Regia di: Mikael Håfström Genere: Thriller Durata: 105'
Interpreti: John Cusack, Li Gong, Yun-Fat Chow, David Morse, Ken Watanabe, Franka Potent, Jeffrey Dean Morgan, Hugh Bonneville, Yuan On, Hon Ping Tang, Benedict Wong, Christopher Buchholz, Ronan Vibert, Nicholas Rowe, Michael Culkin
Sito web ufficiale: www.shanghai.gaga.ne.jp
Sito web italiano:
Nelle sale dal: Inedito in dvd
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Dario Carta
L'aggettivo ideale: Nostalgico
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Nell'affanno della corsa agli effetti scenici,il cinema di questo tempo porta con sè un serio problema con lo stupore emotivo,un aspetto relegato nell'ombra lasciata da una spettacolarità superficiale fattasi prima protagonista di molti lavori di oggi a beneficio dell'immagine,ma a scapito dell'immaginazione, privata alle platee in cambio di un sogno digitale.
"Shanghai",dello svedese Mikael Hafstrom,("1408","Il rito"),è una produzione con alle spalle un ingente impegno economico ed è sorretto da un cast di eccellente livello professionale.
All'americano John Cusack ("1408" sempre con Hafstrom),il regista affianca tre nomi illustri del cinema asiatico: Chow Youn-Fat (Hong Kong),Ken Watanabe (Giappone) e Gong Li (Cina) e compone un lavoro su una sceneggiatura di Hossein Amini ("Killshot") che riporta alla luce il fascino retrò dei drammi ambientati negli anni e nelle situazioni che accolsero il secondo conflitto mondiale.
In una panoramica di ampio respiro,"Shanghai" scorre le pagine di un cinema di altri tempi,venato da quella nostalgia per le trame complesse e vibranti che incarnarono il cinema di ieri,facendolo spettacolo per la vista e il cuore.
Guardando "Shanghai",scorrono figure affascinanti di uno spettacolo antico ma solenne,forte negli elementi iconografici che lo rappresentavano con i visi di Claude Rains,Peter Lorre o William Powell,nelle commedie romantiche e nei densi drammi di quell'epoca.
"Shanghai" riporta alla memoria il glamour di una città che nel ventennio fra i '30 e '40 raffigurava l'immagine romantica dell'Oriente esotico e chiamando i classici elementi dei film noir di quel tempo,mette in scena un dramma che cattura la malìa di un'epoca dai contorni onirici.
Shanghai,1941.
Il mondo è in piena crisi politica.
La Germania ha occupato buona parte dell'Europa,il Giappone ha preso le più importanti città cinesi,salvo una,Shanghai,Parigi d'oriente,nel cui ambito viveva ogni realtà politicamente importante.
Bandiere cinesi inglesi,tedesche,francesi,giapponesi,americane,si muovevano nello stesso vento.
In uno stesso giorno si poteva girare il mondo intero.
Paul Soames (John Cusack) è un agente americano sotto copertura che nei giorni che precedono l'attacco giapponese a Pearl Harbour sbarca nella Shanghai,occupata dal Giappone,nelle vesti di giornalista,incaricato di risolvere il mistero della morte del collega ed amico Connor (Jeoffrey Dean Morgan).
Nel corso delle indagini Paul incontra il capitano della polizia giapponese Tanaka (Ken Watanabe),il capo della Triade Anthony Lan-Ting (Chow Yun-Fat) e la sua affascinante moglie Anna ( Gong Li).
Paul tenta di mettere insieme le prove sufficienti a suffragare i suoi sospetti sulla morte dell'amico e questo lo avvicina sempre più ad Anna,coinvolta nella resistenza contro il Giappone occupante.
Tra i due nasce un sentimento che li coinvolgerà profondamente,mentre mistero,cospirazione e guerra intrecciano una rete di pericoli sul cui sfondo si agita l'alba del secondo conflitto mondiale.
Intricata e complessa,la trama di "Shanghai" è un groviglio di situazioni che imbasticono un racconto ricco di svolte e colpi di scena.
L'impianto segue il ritmo di un classico noir non di oggi e la narrazione abbraccia gli elementi hard boiled del thriller vintage,coniugandoli con i fermenti romantici del dramma d'amore e della guerra.
Tutto è confezionato in un meccanismo oliato a dovere e fluido,nonostante la varietà dei componenti e lo scandire degli eventi in rapida successione.
L'eleganza del componimento offre una rara immagine del cinema della nostalgia completo e suggestivo,un'occhiata ai racconti di ieri,dove vicende e personaggi si sposano in un quadro raffinato e seducente che accoglie storia e protagonisti.
Il respiro è forte,la narrazione è serrata e stretta,le tinte seppiate e desaturate,le riprese chiuse in ambienti bui e soffocati dalle penombre,in un gioco tra chiaroscuri e impatti di cromatismi opachi,o esterni intrisi di pioggia notturna.
I rari scorci urbani si schiudono in dipinti che chiamano le inquadrature grafiche del "Lotus bleu" di Hergè,di medesima ambientazione o agli affreschi di "55 giorni a Pechino" di Ray.
La voce fuori campo di Cusack chiude l'ellissi con i film epocali,offrendo l'espressività dei lavori di Howard Hawks (Raymond Chandler),Mervyn LeRoy,Michael Curtiz, e il fascino esotico di "Morocco","Macao","Ombre malesi","Damasco '25" ,"Acque del sud" o "Casablanca".
Splendidi costumi (Julie Weiss - "Hollywoodland") e fotografia (Benoit Delhomme - "The Proposition") completano la scenografia affascinante che ragala la memoria di immagini dell'opulenza e del prestigio sociale e politico di una città nel cuore del mondo,al passaggio fra le due grandi guerre.
In "Shanghai" Hafstrom veicola ad un'audience nostalgico un cinema decongestionato dalle saturazioni tecnologiche,facendosi più attento ad offrire una storia dove mistero,intrighi,amore e guerra si armonizzano in una storia che traduce i sogni che nascono dalle antiche pellicole.
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