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Scritto da Dario Carta   
lunedì 08 settembre 2008

Spider
Titolo originale: Spider
Canada: 2002. Regia di: David Cronenberg Genere: Thriller Durata: 98'
Interpreti: Ralph Fiennes, Gabriel Byrne, Miranda Richardson, Lynn Redgrave, John Neville
Sito web: www.spiderthemovie.com
Nelle sale dal: 29/11/2002
Voto: 6
Trailer
Recensione di: Dario Carta

spider_leggero.jpegDennis Cleg scende dal treno,ultimo fra tutti i passeggeri,con una valigia in mano,lento nei suoi movimenti,biascicando,nel frenetico vociare della gente che vive e che si muove accanto a lui,i frammenti di una vita rotta nei frantumi di una sofferenza di cui porta il peso,stipati nell'unico bagaglio che gli resta nelle mani,una valigia colma degli unici valori che avanza,trasfigurati in un dolore che lo incurva nella figura e nella mente.
L'ambiente che lo accoglie è il riflesso delle tenebre che lo opprimono:il cinismo di chi sarebbe preposto alle sue cure e una città oscura e anonima,dimentica della luce del sole,che può filtrare dal cielo chiuso ed illuminare una vita con i caldi raggi della gioia,ma che non fa.
Poi,nel cadenzato soliloquio con cui si accompagna,Cleg pronuncia con voce rotta il nome "mia madre" e poi "...sei così dolce...ti voglio bene...".
Dennis Cleg è Spider,che da bambino realizzava con lo spago intrecci simili a ragnatele,ascoltava dalla madre storie di vita in campagna,di come i ragni organizzavano la loro esistenza,viveva della presenza della mamma e dell'assenza affettiva del padre.
Ora Spider annota ossessivamente i ricordi che lo gravano,su un'agenda,con una scrittura a lui solo nota.
E, in un altalenarsi fra passato e presente,ricordi ed immagini idealizzate,egli vede e rivive la genesi del suo dramma,chiedendosi ove possa avere contratto il germe della sua intima sofferenza.
Vede il padre baciare la madre e non accetta questa contraddizione di una realtà adorata che si abbraccia ad un muto mistero,qual'è il padre.
Non accetta neanche la mamma che posa davanti allo specchio,concedendosi il raro lusso della gioia di indossare la nuova sottoveste (ancora un riferimento all'intimità) appena acquistata.
Dennis respira tutti quei momenti,è presente e partecipa come oscillante fra due dimensioni temporali immaginarie,che lo spintonano fra ieri e l'oggi.
Il film è un viaggio nella follia che la mente di un uomo malato grida,senza il conforto di una luce rivelatrice.
Ogni particolare è narrato nell'inquietudine di uno psicodramma che si snoda nella lenta angoscia di un racconto che non fornisce spiegazioni.
Il concetto di realtà,passa alle spalle dell'incedere crudo delle immagini,(l'omicidio della madre,i rapporti del padre con la prostituta,con certi aspetti scabrosi,i connotati stessi della ragazza,presentata con i denti neri ed aguzzi) e il racconto si sdoppia,offrendo la prospettiva da un'ossessionante dimensione edipica del protagonista.
Nulla è ciò che è e quanto si vede, è raccontato in chiave malata.
Ci si trova invischiati nell'intreccio di una vicenda senza possibilità di uscita e l'abisso della follia trascina lo spettatore nella visione alterata di un uomo che ha perso la propria via in un io spaccato.
Il tentativo di Spider di ricostruire la propria vita,andata perduta in mille frammenti,come il puzzle che,una volta terminato raffigurerebbe il libero volo di un gabbiano,naufraga nella disperazione di una vertigine senza fondo.
Inquiete presenze nella storia,i colori concorrono a finire un quadro oscuro e livido,non dando speranza a gioia o luce.
Cronenberg ha caro il viaggio introspettivo nell'animo più segreto di un uomo.
Da "La mosca",(1986),a "Il pasto nudo" (1991),al fenomenale "Crash" (1996),passando per "History Of Violence" (2005),e "La promessa dell'assassino" (2007),troviamo sempre evidenti gli aspetti peculiari del cinema del regista,che indaga il lacerante rapporto fra psiche e corpo e lo sconcerto di fronte alla macerazione di una mente che infetta la carne nella quale abita (La mosca,Inseparabili).
A suo stesso dire,Cronenberg pone l'obiettivo sulla malattia che degrada i personaggi,con la prospettiva che inviluppa l'intreccio degli eventi.
Miranda Richardson ("Harry Potter e il calice di fuoco","Il fantasma dell'Opera","The Hours","Il mistero di Sleepy Hollow"), soffre per sè,per il figlio,per il marito e ci offre un
 intimo disagio,frutto di una parte vissuta con eccellenza.
Ralph Fiennes ("Il paziente inglese","Red Dragon","In Bruges"),forse permette a Spider di correre più veloce e resta a mormorare,pur con credibili note di malinconico dolore.


 
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