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The Double PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 58
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Scritto da Dario Carta   
lunedì 20 febbraio 2012

The Double
Titolo originale: The Double
USA: 2011. Regia di: Michael Brandt Genere: Thriller Durata: 98'
Interpreti: Richard Gere, Topher Grace, Martin Sheen, Tamer Hassan, Stephen Moyer, Chris Marquette, Odette Annable, Stana Katic, Jeffrey Pierce
Sito web ufficiale: www.thedoublemovie.com
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 09/03/2012
Voto: 6
Trailer
Recensione di: Dario Carta
L'aggettivo ideale: Di passaggio
Scarica il Pressbook del film
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thedouble_leggero.pngPaul Shepherdson (Richard Gere),agente della CIA ormai a riposo,dopo una lunga carriera nei ranghi dell'Agenzia,viene richiamato in servizio dall'attuale dirigente Tom Highland (Martin Sheen),suo ex superiore e amico.
Un vecchio caso di Paul sembra tornare a galla quando un senatore viene trovato assassinato con la gola tagliata,in una modalità che pare ricondurre al modus operandi di un killer sovietico di nome Cassius che Paul aveva eliminato molti anni prima.
Highland vuole risolvere il caso,richiama Paul e gli affianca Ben Geary (Topher Grace),giovane agente dell'FBI,autore di una tesi sul serial killer e quindi preparato su ogni aspetto della sua personalità. Nel corso delle indagini,le sorprese non tarderanno ad arrivare.

"The Double" non regala granchè di nuovo negli spazi del cinema di spionaggio.
Il lavoro del regista Michael Brandt - sceneggiatura a quattro mani con quel Derek Haas di "Wanted" e del remake di "Quel treno per Yuma" - non va oltre la svogliata occhiata alle pagine del catalogo delle spy stories del post Guerra Fredda e soffre della mancanza di quella personalità di cui il cinema della fantasia politica deve rivestirsi per potere offrire il fascino dell'intrigo.
Nelle scene in apertura,un passaggio di clandestini attraverso il confine degli States con il Messico,si risolve in un massacro. Ma le vittime non sono messicani in fuga dal loro Paese,ma agenti sovietici.
La scena è spiazzante e lo sguardo resta sorpreso da un fatto estraneo alla realtà della frontiera fra i due Paesi.
Ma la storia ha così modo di presentarsi come un fatto estratto da una condizione di spionaggio,fotografato nei toni che riportano ai rancori fra gli Stati Uniti e la vecchia Unione Sovietica.
Da qui la scena si sposta nell'ambiente urbano di Washington,dove i suoni e i colori agitati confortano la natura spionistica del racconto,con luci che violano il buio della città,le sirene che lacerano i silenzi notturni,la notte che lotta contro i fari colorati e le stridenti note degli allarmi,mentre la cinepresa si fissa sul movimento di uomini e legge attorno ad un corpo riverso sull'asfalto bagnato dal sangue. Il ritmo è sostenuto e l'incipit,nella sua costruzione, promette suspense.

La presentazione dei protagonisti,che segue all'ambientazione,offre il fianco al sospetto di una cronaca stereotipata dei personaggi della storia,un modello descrittivo troppo convenzionale e privo di spontaneità di introduzione ai protagonisti.
Il film presenta la sua prima svolta a mezz'ora dai titoli di testa,ma il senso di suspense promesso,non matura e resta assente,vagando senza identità nel clima di ordinarietà che pervade la storia.
Gere si muove con la sua abituale presenza scenica,in un linguaggio del corpo caratteristico delle sue performances professionali,ma il suo Shepherdson,scolpito negli angoli della sua solitaria esistenza,non ha il glamour del Dennis Peck,controverso personaggio perfettamente suo nell'incubo freudiano di Mike Figgis "Affari sporchi".

La caccia la killer sovietico cerca la strada di un'analisi psicologica,arenandosi però nelle secche della pastosità narrativa delle storie già raccontate e il tentativo di fotografare un 'indagine nell'abisso interiore di Cassius e nelle ossessioni di Paul non raggiunge il senso dell'inquietudine e incappa nella ripetitività.
La formula collaudata del binomio del detective in formazione, meno incline a "stabilire un contatto" con le persone coinvolte nell'indagine e del disinibito lupo di strada privo di scrupoli,non si fa mezzo sufficiente per aggiungere spessore ad un film che resta piuttosto povero nel linguaggio e nelle sensazioni.
Brandt si ingegnia a tessere una trama ordinaria con una regia astuta e un poco opportunistica,nel tentativo di creare argomenti in un tessuto di situazioni prevedibili,tra le quali spicca l'orribile showdown finale.
Nonostante le prove d'artista degli attori che si muovono in scena ed un Gere che migliora come il vino negli anni,"The Double" resta un usuale film d'azione,un titolo di ordinaria valenza impostato sulle eco delle paure dell'antica Politica Fredda,scritto con i pallidi toni dello spettacolo di ruolo in una tiepida espressione di quello che è il cinema che passa e va.

 

Commenti  

 
0 #2 Alessandro 2012-03-19 18:24
Non concordo con casino legale secondo me il film è ricco di suspence fino alla fine con un finale inaspettato. La trama lineare e il sapere fin da subito chi è il cattivo fa entrare direttamente lo spettatore nel doppio gioco di questo thriller ben scritto, recitato e raccontato!
Citazione
 
 
0 #1 casino legale 2012-03-18 10:47
Mi dispiace, ma perquanto mi piaccia Richard Gere, questo film era meglio se non lo vedevo.
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