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Wrong Turn At Tahoe
Titolo originale: Wrong Turn At Tahoe
USA: 2009 Regia di: Franck Khalfoun Genere: Thriller Durata: 91'
Interpreti: Cuba Gooding Jr., Miguel Ferrer, Harvey Keitel, Alex Meneses, Leonor Varela, Michael Sean Tighe, Noel Gugliemi, Johnny Messner, Reed McColm, Mike Starr Louis Mandylo, John Cenatiempo
Sito web:
Nelle sale dal: Inedito in dvd
Voto: 6
Trailer
Recensione di: Dario Carta
L'aggettivo ideale: Compatto
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Joshua (Cuba Gooding Jr.) è il fidato collaboratore di Vincent (Miguel Ferrer),un commerciante di droga.
Tanto Joshua è accorto e prudente,quanto il suo capo,pur colto ed intelligente, è irascibile e sospettoso.
I problemi cominciano quando Vincent viene a conoscenza che un altro piccolo spacciatore,Frankie Tahoe (Noel Gugliemi) vuole ucciderlo.
Vincent uccide Frankie,ma viene a sapere che l’uomo è stato assistente di Nino (Keitel),un malavitoso di grosso calibro,che offre a Vincent,in riparazione dell’affronto,alcune possibilità per riscattarsi,tutte rifiutate da Vincent.
Alla decisione di Nino di uccidere Vincent,questi deve sapere come comportarsi.
Sfugge al pubblico ordinario la logica produttiva dei sistemi dello spettacolo americano,quando si assiste alla edizione diretta ai DVD di pellicole come “Wrong Turn at Tahoe”.
Dribblato il grande schermo,il film viene immesso sul mercato dell’Home Enterteinment in un evidente rispetto del ricupero di capitali investiti nella realizzazione di un prodotto lanciato a perdere,senza alcuna previsione di possibili ritorni economici.
Con queste premesse sul piano delle scrivanie – ed è difficile immaginare che i lupi dell’organico degli Studios ne ignorino la realtà – è difficile spiegarsi come un impegno fallimentare annunciato debba omaggiare un lineup di professionisti come quelli sul cartellone di “Wrong Turn at Tahoe”. La collaborazione fra il regista Khalfoun e l’esordiente sceneggiatore Eddie Nickerson,qui per la prima volta insieme,genera un prodotto che porta in sé i termini di una breve esperienza nello showbiz,eppure il film riesce a non perdersi nell’ordinarietà anonima del qualunquismo d’azione.
Nello sviluppare una trama abituale,Khalfoun salva l’aspetto relazionale fra i protagonisti,cosa riuscita anche e soprattutto grazie alla perizia degli interpreti,che affiora dalla banalità della storia per conferire una certa organicità alla narrazione che,pur non inducendo un’ovazione incontrollata,appaga una certa porzione di aspettative,nonostante l’assenza di ogni forma di ironia,umorismo,dinamica espositiva e sottotesti.
L’elemento emergente si identifica con l’armonia fra Joshua e Vincent,un affetto quasi dotato di un calore famigliare,simile a quello che lega un padre a suo figlio,che travalica il mero rispetto di una professionalità maturata in un clan malavitoso e che sboccia in una lealtà sincera e in un rapporto che va oltre la fredda obbedienza o un’algida lealtà.
Infatti nel personaggio di Vincent traspare un sincero attaccamento a Joshua,un genuino sentimento di rispetto e protezione ed il rapporto fra i due uomini smuove l’uniforme staticità della narrazione,conferendole un senso di ritmo emotivo.
“Wrong Turn at Tahoe” è un ordinario action film contenuto nelle righe di una mediocrità piuttosto consueta nell’abbondante proposta attuale di pellicole di genere,eppure Khalfoun imposta una regia che gli consente di elaborare nella struttura filmica una certa eleganza ed un tono pacato che permette una lettura della violenza e brutalità nei dignitosi termini di una suspance d’azione.
Il regista fornisce la rappresentazione di una ferocia compressa ma sorda e pulsante nelle viscere di una realtà metropolitana e nelle file di una società ai margini,completando il quadro di una tragedia espressa in termini quasi teatrali,nell’essenzialismo espressivo dei pochi personaggi che muovono la statica scena della vita drammatica e notturna dell’underworld urbano.
I dialoghi pur portandosi spesso addosso prevedibili clichès ,conducono una linea pacata,mai chiassosa,certamente invitando a un diverso approccio alla visione del film.
Progetto indipendente ed inosservato,ma dotato di una certa ambizione,”Wrong Turn at Tahoe” – non capitolo della saga dei “Wrong Turn” – scandisce situazioni concrete in un montaggio che conferisce alla narrazione un ritmo di irrequieta continuità sorretta da uno spirito di tagliente realismo.
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