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Scritto da Dario Carta   
mercoledì 31 luglio 2013

Titolo: Maniac
Titolo originale: Maniac
USA: 2012. Regia di: Franck Khalfoun Genere: Thriller Durata: 90'
Interpreti: Elijah Wood, America Olivo, Nora Arnezeder, Liane Balaban, Sammi Rotibi, Genevieve Alexandra, Jan Broberg, Morgane Slemp, Gregory Levasseur, C.A. Rosenberg
Sito web ufficiale: www.maniac-derfilm.de
Sito web italiano:
Nelle sale dal: Inedito
Voto: 6,5
Trailer
Recensione di: Dario Carta
L'aggettivo ideale: Riuscito
Scarica il Pressbook del film
Maniac su Facebook

maniac-2012-leggero.pngPsico-thriller di tutto rispetto,il "Maniac" di Franck Khalfoun ("P2","Wrong Turn at Tahoe") è il lavoro intelligente di un regista che,con la coppia esperita degli sceneggiatori Alexandre Aja ("Mirrors","P2","Piranha 3D") e Gregory Levasseur ("P2","Mirrors","Le colline hanno gli occhi") ha saputo confermare il gioco di squadra facendo il remake di un cult del 1980 con gli argomenti del cinema aggiornato,realizzando un componimento intrigante e coinvolgente.

Il "Maniac" originale di William Lustig,uno slasher low budget scritto e interpretato da Joe Spinell nella parte del serial killer al centro della storia,si avvalse della graffiante grafica di Tom Savini i cui effetti speciali produssero l'impatto disturbante che all'epoca fece scrivere ai critici parole a cascata e pagine di commenti.
Molto fedele all'originale nella sostanza e nello sviluppo degli eventi,il film di Khalfoun va citato ad esempio di come si possa realizzare un remake di un lavoro con un valore aggiunto che ne qualifichi l'dentità.

Frank Zito (Elijah Wood),un giovane disturbato mentale,è il proprietario di un laboratorio ereditato dalla famiglia,dove in completa solitudine,restaura manichini.
Ossessionato dal ricordo di una madre che si prostituiva ricevendo i clienti in casa e deformando le memorie di lei che si pettinava i capelli,Frank manifesta le sue pulsioni uccidendo e scalpando occasionali ragazze incontrate nei locali o per strada e mettendo il tragico trofeo sulla testa dei suoi manichini con i quali si intrattiene in deliranti dialoghi. Un giorno Frank incontra Anna (Nora Arnezeder) una fotografa affascinata dai manichini restaurati esposti nella vetrina del laboratorio e l'amicizia che si sviluppa tra i due diventa un sentimento che Frank non aveva mai provato prima di allora. Ma le ombre escono ancora dal loro sepolcro e il destino sigla il dramma dell'infelice ragazzo.

Khalfoun ruba una ispirazione del cinema in soggettiva e racconta gli eventi dal punto di vista del protagonista,usando i suoi occhi come telecamera,guardandosi bene dall'arare nei solchi del found footage. I movimenti di camera e le fotografie degli ambienti,degli oggetti e delle persone sono lo sguardo stesso di Frank,che non viene mai inquadrato se non in riflessi allo specchio o nei vetri. Il suono sommesso dei suoi pensieri,fiochi borbottii e deboli sussurri accompagna in voice over le immagini inquadrate dagli occhi del ragazzo.
Il regista riesce a formulare un cinema fortemente interiore e destabilizzante,mentre scava nelle ossessioni di Frank come in un nuovo Norman Bates e nello stesso tempo veicola le sensazioni provate dal protagonista agli stimoli esterni,l'ambiente,le persone incontrate,i suoni,riuscendo così a conferire identità e spessore al racconto.

La fotografia è allo stesso tempo viscerale ed esteriore,un giro nella notte della mente e nel buio urbano assemblati da una macchina da presa tanto cara al migliore Dario Argento nei suoi respiri in soggettiva e nelle suggestioni del brivido. Al ritmo tormentato della narrazione si affianca perfettamente il beat sintetizzato dello score di Raphael Hamburger,una partitura che a volte riporta alle note progressiv dei Goblin.

"Maniac" è un film forte e crudo,fitto di dettagli e intriso di malessere e morbosità,tutto in notturna e senza mai luce nè nell'anima nè nella speranza per la redenzione,cinema horror denso e scuro,riflesso buio di spettri in agguato e fotografia del delirio scattata con l'occhio attento di una squadra che ha saputo dove mettere la propria firma nelle pagine dello spettacolo della paura.

 
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