Venerdì 18 Settembre 2020
Cinemalia Menù
HOME
RECENSIONI:
PROSSIMAMENTE:
LE NOSTRE RECENSIONI:
IN DVD:
GLI INEDITI
CULT MOVIE
I FILM NELLE SALE
ARTICOLI CINEMA:
CINEMA & CURIOSITA':
IL CINEMA ASIATICO
LIBRI & CINEMA
COLLABORA CON NOI:
CONTATTI:
STAFF:
NEWS & RUMORS:
SERIE TV:
HOME VIDEO:
Recensioni Blu Ray
uomo-invisibile-160x600.png
Informativa sui Cookie
Per migliorare la tua navigazione su questo sito, utilizziamo cookies che ci permettono di riconoscerti. Scorrendo questo sito o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'utilizzo di cookies. Informativa
Cerca in Cinemalia
Anteprima TFF
Kimyona Sskasu - Uno strano circo (2005)
Noriko No Shokutako - Noriko's Dinner Table (2005)
Jisatsu Saakuru - Suicide Club (2002)
Tsumetai Nettaigyo - Pesce freddo (2010)
Ai No Mukidashi - Love Exposure (2008)
Chanto Tsutaeru - Be sure to share (2009)
Ekusute - Hair extension (2007)
Koi No Tsumi - Colpevole d'amore (2011)
Libri & Cinema
L’ombra del sicomoro NEWS
Libri … che passione!
Assolutamente musica
Nero su Bianco
Se i gatti scomparissero dal mondo
Stanley Kubrick
La strana storia dell’isola Panorama
L’assassinio del commendatore - Libro secondo
Il bacio in terrazza
Il caso Fitzgerald
L’assassinio del commendatore
I dieci amori di Nishino
Le avventure di Gordon Pym
Kurt Vonnegut, Harrison Bergeron, USA 1961
Il circolo Pickwick
Fino a dopo l’equinozio
Un canto di Natale
Ranocchio salva Tokyo
Bruno Giordano. Una vita sulle montagne russe
La versione di C.
I quarantuno colpi
La ragazza dell’altra riva
Peep Show
Il Paradiso delle Signore
La passione del dubbio
Il fatale talento del signor Rong
Il labirinto degli spiriti
Il mestiere dello scrittore
Nero Dickens – Racconti del mistero di Charles Dickens
L'informatore
Via dalla pazza folla
richard_jewell_banner.png
Nella casa PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 35
ScarsoOttimo 
Scritto da Domenico Astuti   
martedì 23 aprile 2013

Titolo: Nella casa
Titolo originale: Dans la maison
Francia: 2012. Regia di: François Ozon Genere: Thriller Durata: 105'
Interpreti: Fabrice Luchini, Ernst Umhauer, Kristin Scott-Thomas, Emmanuelle Seigner, Denis Menochet, Bastien Ughetto, Jean-François Balmer, Yolande Moreau, Catherine Davenier
Sito web ufficiale:
Sito web italiano: www.mymovies.it/nellacasa
Nelle sale dal: 18/04/2013
Voto: 6
Trailer
Recensione di: Domenico Astuti
L'aggettivo ideale: Piacevole
Nella casa su Facebook

nellacasa_leggero.pngOzon è un ancor giovane regista francese che nell’arco di poco più di dieci anni ha realizzato ben 14 film. Storie completamente diverse le une dalle altre, di impostazione prevalentemente borghese e intellettuale. Il primo film “ La famiglia è simpatica “ con toni grotteschi e surreali, racconta il declino morale di una famiglia di periferia.
L’anno dopo gira “ Amanti criminali “, con toni gotici riprende la fiaba di Hansel e Gretel, in cui due adolescenti di nome Alice e Luc decidono di uccidere un loro compagno di scuola e inserendo una variante morbosa e voyeuristica. Tra gli altri gira successivamente le commedie noir “ 8 donne e un mistero “ e “ Swimming pool “.

Nel frattempo realizza un trittico più uniforme ma ancor meno omogeneo detto, la trilogia del lutto: “ Sotto la sabbia “, “ Il tempo che resta “ e nel 2009 “ Ricky – una storia d’amore e di libertà “ in cui ad un bambino crescono le ali di un angelo. Regista dagli interessi molteplici e sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo sia nelle storie che nel timbro stilistico, passa da commedie noir a film ‘ gotici ‘ ispirati da Rimbaud, al teatro di Fassbinder fino a quest’ultimo film tratto da una piece teatrale del drammaturgo spagnolo Juan Mayorga “ Il ragazzo dell’ultimo banco “ in cui il regista francese ha razionalizzato il magma di dialoghi e pensieri che si scambiano i due protagonisti.
Eppure, ancora una volta, pur con le migliori intenzioni non riesce a raggiungere gli obiettivi prefissati, che sono alti, altissimi, e quindi difficilmente raggiungibili per un regista colto, bravo, ma non all’altezza di certa cifra stilistica. Forse gli manca una scrittura sufficientemente solida, forse l’assenza di regole lo fanno a volte deragliare, forse per il cinema che vuole rappresentare – anarchico e insofferente delle convenzioni – avrebbe bisogno di liberarsi dalla sua cultura borghese e dai troppi debiti narrativi che lo rendono meno originale di quanto voglia rappresentare. Debiti narrativi che sono troppi in questo film e quindi lo spingono in troppe direzioni, pur realizzando un buon film da cineclub. Debiti facili da riconoscere, riferimenti a temi e suggestioni di altri maestri come Chabrol e Rohmer, ma anche a Bunuel e Haneke; senza tuttavia mostrare l’ironia o la fredda profondità di un bisturi o la critica alla famiglia borghese che hanno reso quei registi dei maestri.

Ma la scena finale è un omaggio a Hitchcock, le intromissioni del professore protagonista nella vita degli altri sono di Woody Allen e c’è anche qualcosa di Zavattini e forse nella penultima scena il Cèline del “ Viaggio al termine della notte “, insomma messa così sembra un film senza personalità e invece si può dire che è un film godibile ma che non colpisce il segno se non in parte, una specie di puzzle che vuole raccontare la genesi della creazione narrativa, la confusione tra verità e fantasia, la variazione sul tema dell'apparenze e della realtà, la descrizione di di un interno di famiglia, il rapporto di un adulto e un ragazzo ( l’uno senza un figlio, l’altro senza una famiglia ) entrambi soli e disamorati che cercano attraverso la fantasia e la scrittura un mondo che non gli appartiene, la differenza tra curiosità e voyerismo, la compensazione tra sogno e realtà e si potrebbe aggiungere altro ancora. Da segnalare un cast ottimo su cui primeggia come al solito il grande attore francese Fabrice Lucchini ( “ Le donne del sesto piano “, “ Parigi “, “ Confidenze troppo intime “ ), ma è anche molto brava l’algida Kristin Scott- Thomas, la dolente Emmanuelle Seigner e il giovane Ernst Umhauer, alla sua quarta prova di interprete.

Nella provincia francese vive una coppia di cinquantenni borghesi, lui Germain ( Fabrice Luchini ) è un professore di letteratura al liceo Flaubert, scrittore fallito e innamorato della grande letteratura; lei è Jeanne ( Kristin Scott Thomas ), una gallerista d’arte moderna che rischia di chiudere l’atelier e trovarsi a spasso: due isole nela corrente, privi di reale sentimenti. Inizia un nuovo anno scolastico, tra studenti indolenti, privi di fantasia che scrivono nei temi: Sabato sono andato al centro commerciale, domenica ho mangiato la pizza; ma c’è uno studente che incuriosisce dapprima e interessa dopo un po’ il nostro professore: i suoi elaborati sono pieni di buona scrittura e di narrativa intrigante; racconta con abilità l'amicizia che istaura con Rapha ( Bastien Ughetto ), un compagno di classe, non perché lo trovi interessante, ma perché ha scoperto che ha una famiglia borghese, apparentemente " perfetta ", famiglia che invece il ragazzo non ha. I temi sono settimanali e quello che intriga Germain e anche Jeanne, coinvolta dal marito, è il finale di ogni tema: ' continua '. Affascinato dalla scrittura e dallo spirito di osservazione dello studente, Germain lo stimola a continuare a scrivere, mentre il sedicenne Claude si insinua abilmente in seno alla famiglia del compagno, e diventa quasi di famiglia nella bella villetta. I piani su cui si svolge la narrazione diventano quasi subito tre: il rapporto tra professore e allievo in classe e nei colloqui in cui il professore spiega le tecniche narrative, i trucchi per ottenere una trama avvincente; Claude nella casa degli Artole mentre sfrutta l'amicizia con Rapha per osservare la madre e il padre ( Denis Ménochet ), guardare nei cassetti e frugare nell’intimità della famiglia; e quello privato di Germain e sua moglie, in cui commentano gli elaborati di Claude e così conosciamo alcuni momenti della loro vita privata. E sono due realtà borghesi asfittiche, sofferenti e prive di comprensione reale ( ma Chabrol avrebbe avuto maggior cattiveria, Haneke ne avrebbe fatto un’autopsia e Hitchcock creato una suspense maggiore ).

Settimanalmente Claude consegna a Germain le puntate della sua cronaca voyeuristica in cui descrive dettagli anche morbosi, come l’odore della madre del suo amico, della infelicità della donna e dell’attrazione che lui prova per lei infilandosi nella camera da letto quando non c’è oppure guardarla mentre fa l’amore con il marito ( e qui sentiamo la mancanza del tocco alla Bunuel ), e del bacio che riesce a dare alla donna, vorace e fantasioso, della presunta omosessualità dell’amico, ed emergono anche i problemi lavorativi del padre di Rapha ( Denis Ménochet ) e le imprevedibili svolte del plot.
Ci si avvia al finale non prevedibile ma con la consapevolezza che lo scrivere e la fantasia possono essere pericolosi sia emotivamente che esistenzialmente, ma anche liberatori. E qui, nel finale, oltre a Cèline ci sembra intravvedere la poetica di Zavattini che diceva: basta pedinare la realtà per trovare storie affascinanti.

 
< Prec.   Pros. >

 

Ultime Recensioni...
feed_logo.png twitter_logo.png facebook_logo.png instagram.jpeg
paypal-donazione.png
Ultimi Articoli inseriti
Il Cinema Asiatico
Gli articolii più letti
Archivio per genere