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Rapina a mano armata PDF Stampa E-mail
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Scritto da Ciro Andreotti   
venerdì 04 aprile 2014

Titolo: Rapina a mano armata
Titolo originale: The Killing
USA: 1956. Regia di: Stanley Kubrick Genere: Thriller Durata: 83'
Interpreti: Sterling Hayden, Coleen Gray, Vince Edwards, Marie Windsor, Jay C. Flippen, Elisha Cook Jr., Ted De Corsia, Joe Sawyer, James Edwards, Timothy Carey, Joe Turkel, Jay Adler, Kola Kwariani, Tito Vuolo, Dorothy Adams
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 1960
Voto: 8
Trailer
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Tagliente

"Alle 15 e 45 di quel sabato dell’ultima settimana di settembre ………..”

rapinaamanoarmata_leggero.pngUn uomo attraversa, in maniera innocua il centro di una sala scommesse dell’ippodromo di una grande metropoli. Nel frattempo l’ex detenuto Johnny Clay ha progettato un colpo da due milioni di dollari e pochi uomini gli saranno sufficienti per portare a termine una rapina ai danni della ricevitoria scommesse proprio di quell’ippodromo: un barista, un ex – allibratore, un lottatore, un agente corrotto, un cecchino.

Non vogliamo rovinarvi il gusto di vedere o, come nel nostro caso, di rivedere uno dei migliori e sottovalutati capolavori del cinema d’azione dei ’50, ingiustamente ignorato dagli incassi dell’epoca, ma non in termini di una critica che seppe giudicare Kubrick come il nuovo Orson Welles.

La frase fuori campo di cui sopra, scandita nel mezzo di una sala d’ippodromo affollata per il fine settimana, apre la rivisitazione della caccia all’uomo celebrata dal regista Newyorkese tra i più influenti e talentuosi del secolo passato; con la locazione degli avvenimenti e il momento nel quale questi si verificano che accompagneranno lo spettatore lungo tutto il percorso del film. Kubrick Non ancora pronto per i grandi successi degli anni ‘60 e ‘70, segnati da “2001 Odissea nello Spazio” ed “Arancia meccanica”, ad appena cinque anni dalla “Giungla d’Asfalto” di John Houston, riprese l’idea della rapina organizzata da un manipolo di uomini per scrivere un nuovo metodo narrativo.

Se nel film di Houston il susseguirsi della trama avveniva in maniera cronologica qui al contrario la trama si attorciglia su se stessa con un cambio continuo di locazione e tempi che impone allo spettatore la rivisitazione mnemonica di ogni avvenimento. Prima infatti vengono presentati alcuni eventi che ne precedono altri e che assumeranno pieno significato solamente a pellicola terminata. L’organizzazione macchinosa del colpo occupa quasi la totalità della pellicola e Hayden imperversa anche in questo film, proprio come nel film di John Houston, grazie a un volto sfregiato e a un carattere nuovamente completamente privo di scrupoli, come di rado si sono potuti ammirare nel mondo della celluloide e che forse solamente il compianto Lee Van Cleef dei film di Sergio Leone poteva vantare. Hayden - Clay ha preparato i suoi uomini, tutti non professionisti ed avvezzi a ben altro genere di mestieri, nei più minimi particolari.

Un gruppo di personaggi ovviamente loschi ma non cattivi, che si preoccupano di salvare le apparenze nei confronti di mogli e datori di lavoro e che probabilmente nemmeno hanno deciso come impiegare la loro fetta di bottino.
Per giudicare l’importanza di “The Killing” basti pensare che Tarantino, una quarantina d’anni, dopo riprese l’idea dello spostamento temporale delle vicende del film proprio per dare anima e corpo al suo più incredibile capolavoro: “Pulp Fiction”.

 
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