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The Canyons PDF Stampa E-mail
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Scritto da Dario Carta   
giovedì 12 settembre 2013

Titolo: The Canyons
Titolo originale: The Canyons
USA: 2013. Regia di: Paul Schrader Genere: Thriller Durata: 99'
Interpreti: Lindsay Lohan, James Deen, Jim Boeven, Amanda Brooks, Nolan Gerard Funk, Tenille Houston, Gus Van Sant
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 14/11/2013
Voto: 4
Trailer
Recensione di: Dario Carta
L'aggettivo ideale: Deprimente
Scarica il Pressbook del film
The Canyons su Facebook

the_canyons_leggero.pngSotto certi aspetti è sorprendente e al contempo destabilizzante l'idea che lavori di cinema come "The Canyons" del regista Paul Schrader,film pur dotato di un pregevole marchio di stampa e di uno staff si dice,esperito,possano connotare l'identità del cinema più nullo che si possa immaginare.
Può essere sorprendente,perchè viene confermata la regola che tutto ciò che sfugge alla normale ritmica delle regole o delle aspettative è indice della disillusione ("l'aspettativa è madre della delusione"),ed è destabilizzante perchè reca danno agli animi verificare la deprimente condizione dei valori di spettacolo e di un cinema in continua regressione

"The Canyons",titolo fittamente annunciato nel calendario di quest'ultima edizione del Festival di Venezia,è un lavoro diretto da quello Schreder che è autore delle sceneggiature di pregio,da "Taxi Driver" a "Toro scatenato" ,a"Yakuza" e perfino di una versione,poi respinta dalla Produzione, di "Incontri ravvicinati del terzo tipo" e già in regia per "American Gigolò" e per il sex-thriller "Hardcore",noir dalla tematica poco distante a "The Canyons",nell'ambiente a luci rosse.

Lo script è di Bret Easton Ellis,autore del disturbante "American Psycho" e di "Al di là di tutti i limiti",tratto dal romanzo omonimo "Less Than Zero".
Del line up fanno parte Lindsay Lohan,molto ex ragazzina Disney,ora ospite frequente delle pagine più pruriginose dei tabloid di spettacolo e James Deen,al suo esordio in un motion picture tradizionale,ma fino ad ora impudico attorello porno presente in circa duemila squallidi titoli di genere. In realtà,al di là delle competenze navigate di artefici e artisti,non si afferra alcun senso di qualsivoglia messaggio venga lanciato nell'etere da questo film.
"The Canyons" apre con una malinconica carrellata di incroci,angoli e strade di una L. A. vuota e disabitata,come una città svuotata dal panico per un evento apocalittico,un'introduzione nella migliore tradizione del "Twilight Zone" di Serling,,dove Schrader si sofferma sulle sale di cinema in disarmo,su fatiscenti ingressi di teatri in decadenza,abbandonati e muti lettori di memorie trapassate e sepolcrati ambienti spenti,ormai solo depositi di ricordi.

Metafora di un mondo al crepuscolo? Su queste immagini il regista comincia a raccontare la sua storia,innestando in modo stridente e intenzionale discontinuità,la trama scombussolata e stiracchiata di un mockumentary con velleità di denuncia,casomai quest'ultima fosse la vera intenzione del regista. Christian (James Deen) è un giovane produttore il cui interesse principale tuttavia è quello di rovistare in rete alla ricerca di intrattenimenti salaci e alternativi con altre coppie,che il ragazzo condivide con la fidanzata Tara (Lindsay Lohan),in festicciole multisex. Christian sta per concludere un finanziamento per uno slasher movie con protagonista Ryan (Nolan Funk),fidanzato della sua assistente Gina (Amanda Brooks).
In seguito Christian scopre che Ryan era stato una vecchia fiamma di Tara e nutre il sospetto che la scintilla fra loro si sia riaccesa e,nonostante il suo discutibile passatempo e una relazione che tesse di nascosto con una istruttrice di yoga,il ragazzo è roso dalla gelosia. Sospetti,bugie,tradimenti e inganni tessono l'ossessione che formerà a sua volta la violenza.

Melodrammatico guazzabuglio di sottotrame ai confini della trivialità,"The Canyons" è come un respiro senza ossigeno,un linguaggio privo di alcuna sostanza percepibile,al di là di una improbabile allegoria dello sconquasso del mondo dello spettacolo. La fotografia scattata dal regista all'ambiente del cinema pare veicolare un testo di denuncia,ma il componimento,dove non gratuito ed irritante,è vuoto,sfinente e scevro di qualsiasi personalità ironica o guizzo di umorismo,spunti invece vivaci e beffardi nel "Disastro a Hollywood" di Barry Levinson,commedia satirica che dileggia con allegria l'ambiente delle produzioni,senza prendersi troppo sul serio. Innervato da dialoghi sfibranti e insensati,"The Canyons" non riesce a spiegare il motivo del proprio concepimento e compendia le regole del nullismo artistico,confermate in ogni aspetto del lavoro,dalla struttura narrativa,alla regia,alla fotografia scialba e piatta,al disegno dei protagonisti di rara antipatia,fino allo score indigesto e inadeguato perfino qui.

Il quadro surreale è completato da personaggi privi di ogni empatia,per i quali non si nutre la minima ombra di simpatia o condivisione. James Deen è in possesso di una qualche presenza scenica,ma si sarebbero davvero potute evitare le prolungate inquadrature delle sue parti basse,forse più appropriate nei film del suo genere. Lindsay Lohan sembra non aver nulla da dire di sensato;forse ha già detto tutto ai rotocalchi di cronaca.
Un'eventuale obiezione di Verhoeven verrebbe accolta all'unanimità da una allibita platea messa a disagio davanti alll'eccesso di banalità ed in evidente difficoltà nel collocare "The Canyons" tra le voci del cinema citato a Venezia. Forse Trash d'Autore. O forse,come dice Sanguineti,oggi,al cinema,c'è il rischio di auspicarsi gerontofili.

 
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