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Scritto da Samuele Pasquino   
giovedì 19 febbraio 2009

L'assassinio di Jesse James
Titolo originale: The assassination of Jesse James
USA: 2007. Regia di: Andrew Dominik Genere: Western Durata: 155'
Interpreti: Brad Pitt, Casey Affleck, Sam Shepard, Sam Rockwell, Garret Dillahunt, Mary-Louise Parker, Barbara Kozicki
Sito web: www.jessejamesmovie.warnerbros.com
Nelle sale dal: 21/12/2007
Voto: 5
Recensione di: Samuele Pasquino

lassassinio di jesse jamesIn America imperversa la violenza dei fratelli James, dediti a rapine, saccheggi e omicidi. Nella loro banda entra anche il giovane Robert Ford (Casey Affleck), che nutre una profonda stima nei confronti del bandito Jesse James (Brad Pitt), il quale però diffida di lui.
Con il tempo Robert muta la sua adulazione per il fuorilegge in disprezzo, a causa della diffidenza del bandito verso il giovane. Ford arriverà ad ucciderlo in modo vile e tale atto susciterà lo sdegno della gente.  

Può apparire alquanto strana la parabola leggendaria del personaggio Jesse James: un fuorilegge che diviene mito, il mito che a sua volta diventa favola facente parte della storia americana. Il regista Andrew Dominik dirige una raffinata pratica adulatoria tesa a elevare un criminale quasi ad eroe nazionale, un paradosso che sovverte gli usuali schemi delineanti la classica figura simbolo.
Il bandito non è per antonomasia nè un esempio nè tantomeno uno stereotipo sociale da glorificare, tuttavia nel passato questo fuorilegge aveva carisma e godeva di una stima elevata, nonostante i suoi atti poco lusinghieri, ed il film si concentra proprio su tale aspetto.
A prescindere, comunque, dal profilo tecnico e stilistico, ineccepibile secondo vari punti di vista, questo racconto cinematografico lascia molto a desiderare sotto il piano contenutistico.
Dominik spreca una buona occasione ed anche mezzi notevoli prodigati ad una struttura filmica notevole, considerando la fotografia quasi onirica e le scenografie particolarmente adatte al tema, per giungere ad un risultato controverso e complessivamente approssimativo.
Le cause derivano nella loro totalità dalla trama sbrigativa e dai motivi narrativi tendenzialmente fugaci e vaghi, leggerezze che entrano in conflitto con la prolissità della vicenda messa in scena.
Dalla prospettiva di Robert Ford si tenta di delineare un personaggio, di tracciarne un ritratto che però non arriva mai alla sua interiorità, se ne descrivono le gesta senza offrire un'intimità personale umanamente lecita. Jesse James resta confinato in un limbo fatto di astrattezze e potenziali confidenze che non si concretizzano.

Dominik eccede nel mistero e nella riservatezza, suscitando una curiosità che non viene mai soddisfatta, la sua caratterizzazione quindi latita. La storia sembra richiamare l'ottocento romantico invece dell'epopea western, il genere nel quale dovrebbe trovare collocazione assume i connotati di una biografia che non è contesto ma centralità narrativa.
La durata si rivela fin troppo eccessiva, tant'è che i pochi contenuti vengono spesso riproposti in un tessuto stanco. Le sequenze risultano davvero lunghe, non c'è quel pragmatismo in verità necessario. Dopo due ore di noia, ecco che la storia comincia ad appassionare, offrendo un finale significativo che però si fa troppo attendere.
In un susseguirsi di immagini mistiche e iconografiche, finalmente si intravede il simbolismo che forse era pretesa del film fin dall'inizio. Brad Pitt recita bene, si adatta alle esigenze di enigmaticità richiesta dalla produzione, ma la sua interpretazione, così come quella del collega Casey Affleck, non contribuisce ad un miglior giudizio.

Il film è pretenzioso ma purtroppo delude.

 
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