Canone Rai e trasloco: come evitare di pagare due volte la quota per lo stesso immobile

Chi si trasferisce in una nuova casa sa bene: tra mille cose da sbrigare c’è una questione poco chiara, ma che può avere un impatto sulla spesa familiare. Sto parlando del rischio – poco noto, ma reale – di vedersi addebitare due volte il canone Rai. Una semplice variazione dell’indirizzo o una voltura della fornitura elettrica possono scatenare un doppio addebito che si scopre solo dopo mesi. Un problema invisibile, ma con un peso economico che non va sottovalutato. Il sistema di collegamento tra il canone televisivo e la bolletta elettrica funziona automatico, senza spesso considerare le circostanze personali legate a ogni contratto.

Quando si apre una nuova utenza elettrica o cambia il nome sull’intestazione, il sistema – a volte – non registra subito che il canone risulta già pagato su un’altra fornitura. Così, capita che due bollette, magari a intestatari diversi o su punti luce diversi, si portino dietro lo stesso addebito. Per chi lo subisce, diventa complicato spiegare spese extra non previste, soprattutto se non si scrutano bene le voci nelle fatture dell’energia.

Il funzionamento che genera doppie fatturazioni dopo un trasloco

Il canone Rai grava sull’intestatario dell’utenza elettrica di casa. Nel momento in cui una famiglia si sposta, si attiva una nuova fornitura, intestata naturalmente a chi ora abita lì. Però la vecchia utenza, spesso, rimane intestata al precedente utente, almeno fino alla chiusura o alla modifica ufficiale. In questo periodo di transizione, il sistema può addebitare il canone su entrambe le utenze, portando alla cosiddetta doppia fatturazione. Un meccanismo automatico, che non coglie subito quando un’utenza viene disattivata o la residenza spostata davvero.

Canone Rai e trasloco: come evitare di pagare due volte la quota per lo stesso immobile
Un uomo tiene con la mano un telecomando. – cinemalia.it

Se pensi a famiglie con più membri e contratti separati per l’energia, la situazione si ingarbuglia ancora di più. Senza nemmeno cambiamenti di casa, il sistema vede ogni utenza come un obbligo a sé per il canone televisivo. Risultato? Pagamenti replicati. È frequente soprattutto in metropoli come Roma o Milano, dove più contratti coesistono, complicando il monitoraggio di numerose bollette.

Un altro motivo tipico della doppia fatturazione si chiama voltura. Quando un contratto elettrico passa a un nuovo intestatario senza aggiornare correttamente le informazioni relative al canone Rai, si perde il filo di chi deve pagare cosa. Molte famiglie italiane hanno incontrato questo problema, che nasce da una comunicazione poco fluida tra fornitori energetici e organi fiscali.

La seconda casa e il canone Rai: verità e falsi miti

Molti ritengono che avere una seconda abitazione significhi pagare un canone Rai aggiuntivo. Niente affatto: il canone, in generale, si paga una sola volta per nucleo familiare, a meno che la seconda casa sia abitata stabilmente o abbia una sua utenza elettrica intestata separatamente. Nel caso in cui questa seconda abitazione disponga di un contratto di energia attivo, il sistema la conteggia automaticamente come motivo per un addebito in più.

Un dettaglio da non trascurare, specie per chi possiede più case sparse nel Paese. Negli ultimi anni sono numerosi i casi di famiglie che hanno pagato due volte il canone, pur senza vivere nella seconda casa, solo perché l’utenza risultava attiva e non aggiornata. Stranamente, la gestione delle utenze non sempre viene comunicata in modo completo agli enti fiscali.

Chiudere bene il cerchio significa comunicare con precisione all’Agenzia delle Entrate quale fornitura deve essere considerata per il canone Rai. E poi, se in una delle case non c’è un televisore, si può depositare una dichiarazione che ne attesti la mancanza, così da evitare addebiti sbagliati. Senza questi accorgimenti, si rischiano richieste di pagamento inattese e difficilissime da contestare.

Come evitare doppie fatturazioni e cosa fare in caso di errori

Controllare con attenzione le prime bollette dopo un trasloco o un cambio di intestazione è la mossa migliore per evitare di pagare due volte il canone Rai. Il percorso – quello giusto – prevede la presentazione di una dichiarazione sostitutiva che indica quale utenza deve farsi carico dell’addebito. Se non si possiede un televisore, invece, serve inviare una dichiarazione di non detenzione, un passo indispensabile se non si vuole vedersi addebitare spese ingiustificate (che il sistema, per abitudine, calcola automatico).

Le scadenze per queste comunicazioni sono precise, e seguirle per tempo aiuta a bloccare il meccanismo degli addebiti duplicati. Operatori e addetti ai lavori sottolineano spesso che il mancato aggiornamento dopo i cambiamenti nelle utenze o nella residenza è il motivo principale di quei pagamenti troppo alti. Insomma, un piccolo controllo tempestivo può cambiare proprio tutto.

Se invece la doppia fatturazione è già successa, niente panico: si può chiedere il rimborso per la parte versata due volte. Basta presentare l’istanza giusta e aggiornare i dati all’Agenzia delle Entrate. Agire in fretta semplifica la pratica e riduce la possibilità che simili errori si ripetano negli anni a venire.

Chi cambia casa deve sapere che il canone Rai non aumenta da solo. La vera questione è – appunto – come vengono gestite le utenze e quanto si è attenti nel comunicare i cambiamenti. Così, si evitano pagamenti doppi e problemi con gli addebiti, un aspetto quasi invisibile finché le bollette non cominciano a pesare non poco.

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