Spesso, nelle case, i libri vengono trascurati. Polvere, muffa e fuliggine non solo danno fastidio, ma rappresentano veri e propri nemici della carta, in grado di rovinare pagine e copertine in modo irreparabile. Il deterioramento, di solito, si nota solo quando i danni sono ormai evidenti: troppo tardi per intervenire facilmente. Chi possiede volumi bibliofili o antichi dovrebbe quindi dedicare loro una cura costante. Proteggere un libro significa intervenire contro condizioni ambientali subdole, invisibili spesso, ma che rovinano carta e legature. Ecco perché serve regolarità, ma anche consapevolezza. Ogni ambiente impone modi e tempi diversi di pulizia: riconoscere il tipo di sporco diventa fondamentale, così come saper evitare errori comuni capaci solo di peggiorare le cose.
La frequenza e i principi base per pulire i libri in modo corretto
Regolare la pulizia in base al contesto è il primo passo. In ambienti asciutti, chiusi e poco polverosi, basta una spolverata ogni 3 o 4 mesi. Le pagine si salvano dall’accumulo di polvere senza troppi rischi. Ma se la stanza è più umida o polverosa, allora ogni mese diventa il tempo giusto per togliere lo sporco, soprattutto in case con riscaldamento a legna, caminetti o persino in quelle zone d’Italia dove l’umidità cambia molto tra le stagioni. La pulizia “di stagione” – solitamente primavera e autunno – è un’abitudine indicata dagli esperti, i quali segnalano come proprio in quei momenti il pericolo per i libri aumenti. La polvere s’insinua nel mezzo delle pagine, creando un ambiente ideale per la crescita di muffe e altri microorganismi.


Attenzione però agli strumenti! Non va passato nulla di umido o bagnato: i liquidi rischiano di macchiare o far nascere muffe. Chi cerca risultati efficaci ma delicati può usare aspirapolvere con filtro HEPA e bocchette regolabili, molto indicati per la carta. Se invece si tratta di materiali più fragili, meglio spazzole soffici o panni in microfibra da usare seguendo il verso delle pagine — un dettaglio non da poco, per evitare di rovinare i margini. Stranamente, chi vive nelle grandi città – dalle parti di Milano o Torino – nota come l’aria più sporca peggiori questo problema, rendendo la pulizia ancora più importante.
Come riconoscere e trattare muffa, fuliggine e altre impurità
Ogni tipo di sporco richiede un approccio diverso, se si vuole davvero aiutare i libri. La polvere è l’avversario comune e si toglie facilmente, con panni asciutti o spazzole a setole fini; sempre passandoli in senso orizzontale, per non rovinare i bordi. In molte case dove si usa legna, il problema della fuliggine è più frequente: appare come una patina scura, oleosa e difficile da eliminare con metodi casalinghi. Usare detergenti liquidi può peggiorare le cose, facendo fissare lo sporco. La soluzione migliore resta il semplice uso di spugne chimiche oppure panni in microfibra asciutti, con l’aiuto di pennelli morbidi: così si evita di compromettere carta e legature.
La muffa è un altro grattacapo. Si presenta con macchie verdi o grigie e un odore particolare, che si sente anche prima di vederla. Se si scopre, meglio isolare subito i libri interessati, onde evitare la diffusione della spora agli altri volumi. L’ambiente circostante deve essere asciutto e arieggiato spesso: condizioni che rallentano la muffa e ne impediscono l’espansione. Tra i metodi di pulizia più delicate, la gomma pane e i panni leggermente tamponati con acqua ossigenata diluita possono limitare i danni e far evitare interventi più drasticamente invasivi. Altra cosa: è buona norma provarli su un’area nascosta, prima di intervenire su tutto, specialmente quando le pagine mostrano segni di usura o ingiallimento.
Trattamenti e prodotti indicati per libri delicati e antichi
Nei libri datati o consunti dal tempo, la carta perde elasticità. Aggiungere trattamenti aggressivi può provocare strappi o crepe. Occorre quindi agire in un ambiente asciutto, ben ventilato: semplice rispetto del luogo, niente di più. Piccole attenzioni, come l’uso di gomme tenere o panni asciutti per tamponare senza sfregare, aiutano a contrastare l’ingiallimento. Evitare assolutamente prodotti chimici forti. Per chi vive in città – qui si sente anche dalle parti di Roma o Napoli – la luce e lo smog affaticano la conservazione; buste di carta neutra o custodie aiutano a mitigare questi effetti, mantenendo i volumi lontani da caldo e luce diretta.
Quando si tratta di copertine in pelle, meglio dedicare qualche cura in più. Un balsamo nutriente aiuta a preservare la copertina, prevenirne la secchezza e soprattutto la formazione di crepe. Chi ha collezioni ampie e variegate spesso investe in aspirapolvere con bocchette delicate, per mantenere puliti i libri senza rischio di danni. In luoghi con grande movimento – ad esempio biblioteche o archivi pubblici – un passaggio con spray disinfettanti e panni è un’efficace barriera contro muffe e insetti, senza danneggiare materiali. Nel complesso, mantenere i libri integra richiede – parola di chi lo fa da anni – dedizione, occhio e l’uso giusto degli strumenti, senza mai lasciare tutto al caso, soprattutto dove umidità e smog sono nemici quotidiani.