La conta invisibile: scopri quanti capelli popolano realmente la chioma umana quotidianamente

Hai mai provato a guardare la tua chioma e ti sei chiesto quanti capelli ci siano davvero sul cuoio capelluto? Contarli a occhio nudo? Impossibile. Però, grazie a studi tricologici accurati, si può stimare bene il numero, considerando diverse variabili come il colore naturale, l’età e soprattutto la genetica. In media, un adulto può avere intorno ai 100.000 capelli, anche se questa cifra cambia tanto da persona a persona. Strano a dirsi, una chioma folta non sempre significa capelli spessi: si può avere una testa piena di capelli sottili, oppure pochi capelli grossi che comunque danno volume.

Il motivo dietro alle differenze nella densità e quantità ha a che fare con il follicolo pilifero, che si forma già nel quinto mese di gravidanza, e resta fisso per tutta la vita. Il nostro corpo, infatti, non crea nuovi follicoli dopo la nascita. Ogni follicolo poi cresce e perde il capello secondo un suo ritmo, indipendente dagli altri. Proprio questo ciclo spiega perché si perdono capelli ogni giorno senza allarmarsi. In genere, una persona sana può perdere tra 50 e 100 capelli al giorno, con punte più alte durante lavaggi o spazzolature.

Una curiosità interessante riguarda la distribuzione in base al colore naturale. Chi ha i capelli biondi può arrivare addirittura a 150.000 capelli, benché più sottili, mentre i rossi hanno generalmente intorno a 90.000, ma con fusti più grossi e resistenti. Dunque, non conta solo la quantità, ma anche lo spessore della fibra. Complessivamente, sommando la crescita giornaliera, si possono raggiungere tra i 15 e i 30 metri di capelli al giorno—un dato che fa girare la testa, se si pensa a quanto sia in salita su base annua.

La struttura dei capelli e cosa influisce sulla densità

Il capello è un filamento cilindrico nato dentro il follicolo pilifero, una piccola cavità nel derma cutaneo. Quella che lo compone principalmente è la cheratina, una proteina robusta, ricca di zolfo, che può pesare dal 65% fino al 95% del capello stesso. A completare ci sono acqua, lipidi, pigmenti e qualche altro oligoelemento sparso. Il colore dipende dalla melanina prodotta dai melanociti, cellule poste alla base del follicolo. Qui varia la quantità e il tipo di melanina, ecco perché esistono capelli chiari, scuri e rossi. Con l’età e il calo della melanina, il colore tende a schiarire fino a diventare bianco.

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La conta invisibile: scopri quanti capelli popolano realmente la chioma umana quotidianamente – cinemalia.it

Da sapere: ogni poro cutaneo non sempre sforna un solo capello. I follicoli si raggruppano in unità follicolari, capaci di generare da uno fino a cinque capelli contemporaneamente. Ecco spiegato perché due persone con numero simile di follicoli possono avere chiome dall’aspetto molto diverso. La densità media dei capelli si aggira tra 200 e 300 unità per centimetro quadrato (ovvero dai 65 ai 100 follicoli per cm²). Chi vive in città, ad esempio nel Nord Italia, spesso non si accorge delle minime differenze di densità sul capo, con concentrazione maggiore al centro e meno ai bordi.

I capelli non fanno solo bella figura: servono anche a proteggere il cuoio capelluto dagli agenti esterni e a regolare la temperatura corporea. La crescita varia per questioni genetiche, etniche e ormonali, con una media di circa 0,3-0,4 millimetri al giorno quando si è nella fase attiva, chiamata anagen. I capelli attraversano fasi di crescita, riposo e caduta in modo asincrono, il che evita una perdita di massa improvvisa – roba che succede invece ad alcuni animali durante la muta.

Quando la caduta diventa un problema e come riconoscere le cause

Perdita di capelli normale. Ma quando si perde più di quanto si produce, la chioma si dirada. La causa più comune? L’alopecia androgenetica. Colpisce moltissimi, fino a otto uomini su dieci e circa metà delle donne in qualche momento della vita. Legata a fattori genetici e all’azione degli ormoni androgeni, in particolare il diidrotestosterone (DHT). Questo ormone fa via via restringere i follicoli, rendendo i capelli sempre più sottili, corti e poco pigmentati, fino a scomparire.

Nelle città, tra cui alcune zone d’Italia più industrializzate, lo stress e lo stile di vita agiscono da “nemici” della chioma, aggravando la situazione, specie se accompagnati da malattie metaboliche e squilibri ormonali. Ci sono poi correlazioni con problemi come ipertrofia prostatica, sindrome metabolica o ovaio policistico. Il diradamento assume forme diverse in uomini e donne, e si classificano con scale specifiche, utili per capire lo stadio e indirizzare le cure.

A parte i casi cronici, la caduta può essere temporanea: spesso causa di stress, carenze alimentari o infezioni. In queste situazioni, la perdita è diffusa ma tende a risolversi col ritorno a una vita più equilibrata. Un aspetto spesso trascurato, molto concreto, riguarda le abitudini: l’utilizzo di prodotti aggressivi o pettinature troppo tirate possono indebolire i capelli e favorirne la caduta. Ecco, non lo dico io da solo.

Tenersi aggiornati su queste dinamiche—specie se si nota qualche cambiamento—è una buona mossa. In alcune regioni italiane, crescita della consapevolezza su prevenzione e cura del cuoio capelluto è ormai evidente, riconosciuto come parte del benessere generale.

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