Quando arriva il freddo, puntualmente ci si imbatte in quei fastidiosi sintomi come naso chiuso, gola infiammata e una tosse che non vuole mollare facilmente. Le infezioni respiratorie colpiscono ogni anno tantissime persone, dai bambini agli anziani – nessuno escluso, insomma. Questi disturbi coprono un ventaglio molto ampio: dal semplice raffreddore fino ad affezioni più serie ai polmoni, con segni che variano a seconda della gravità. Riconoscere tutto per tempo? Serve non solo a sentirsi meglio in fretta, ma anche a evitare problemi più grossi, che a volte possono capitare.
Da qualche parte, come in città piene di gente e locali chiusi, il contagio si diffonde con facilità. Basta poco, in autunno e inverno, per registrare un’impennata di casi. La stagione influenza davvero tanto la diffusione di questi virus. Perciò bisogna stare più attenti proprio in quei mesi. Parlarne da vari punti di vista – cause, segnali, cure – aiuta a tenere sotto controllo un disturbo così comune e spesso sottostimato.
Le infezioni delle vie respiratorie superiori e inferiori: le caratteristiche principali
Le infezioni respiratorie si dividono in base alla parte del corpo colpita: vie aeree superiori e inferiori. Le “superiori” riguardano naso, gola e seni paranasali. Di solito, sono causate da virus che passano facilmente per aria o contatto diretto. Sono malattie in genere leggere, con sintomi fastidiosi ma che di norma spariscono in pochi giorni e senza lasciare strascichi.ù


Tra le più frequenti in questo gruppo ci sono il raffreddore, la faringite, la laringite e la sinusite. I segnali includono naso che cola o chiuso, mal di gola e tossetta leggera o a tratti. Succede, diciamo, soprattutto dove c’è tanta gente – magari nelle scuole o nei mezzi pubblici – perché così i virus si spargono meglio.
Le infezioni delle vie respiratorie inferiori – invece – interessano trachea, bronchi e polmoni. Situazioni più serie. Tra queste patologie ci sono tracheite, bronchite, bronchiolite e polmonite. Con una tosse che spesso non molla e produce catarro. Può venirci la febbre alta, il respiro affannoso, una fastidiosa oppressione al torace. Quando ignorate, possono trasformarsi in problemi gravi, soprattutto in chi ha difese immunitarie basse.
Virus, batteri e ambiente: fattori che influenzano le infezioni respiratorie
La maggior parte delle infezioni respiratorie nasce da virus, che si sviluppano nel chiuso e negli spazi poco ventilati. Passano tramite goccioline sprigionate da tosse, starnuti o anche solo parlando. I più noti? I rhinovirus, veri colpevoli del raffreddore, poi adenovirus, coronavirus – incluso il famigerato SARS-CoV-2 –, virus influenzali e il virus respiratorio sinciziale, che dà più fastidio nei bimbi piccoli.
Non è solo una questione virale: a volte a scatenare il problema sono batteri, come lo Streptococcus pneumoniae o l’Haemophilus influenzae. Sono spesso dietro a polmoniti e sinusiti più complesse e, in questi casi, serve un antibiotico mirato. Ricordando che le infezioni da virus, nella maggior parte delle situazioni, passano da sole.
Ma un dettaglio importante – e spesso sottovalutato – è l’ambiente: aria secca, poca ventilazione negli spazi chiusi, tutto ciò indebolisce le mucose. E a quel punto virus e batteri trovano terreno fertile per moltiplicarsi. Come regola, una buona igiene personale – tipo lavarsi spesso le mani – e il ricambio d’aria negli ambienti comuni aiutano parecchio a stare meglio.
Riconoscere e gestire le infezioni respiratorie: indicazioni pratiche
Capire se si ha a che fare con un’infezione respiratoria richiede un po’ di attenzione ai segnali. Per quelle più leggere, che colpiscono le vie superiori, i sintomi sono: naso bloccato o che cola, gola un po’ infiammata, qualche starnuto e tosse non troppo intensa. A volte si aggiunge stanchezza e una febbre leggera. In genere, si risolvono in pochi giorni con qualche gesto semplice.
Se la zona coinvolta è quella inferiore, allora le cose si complicano: tosse continua e magari con catarro, dolore al petto durante gli accessi, febbre alta, difficoltà a respirare e respiro corto. Segnali come brividi o oppressione toracica andrebbero valutati subito da un medico, soprattutto per chi è più anziano o ha già altre patologie.
Come trattare? Se si tratta di virus, servono riposo, tanta acqua e ambienti umidificati, più qualche farmaco per alleviare febbre e dolori. Se il colpevole è un batterio, invece, via libera agli antibiotici: non si scherza. Intervenire presto fa la differenza, davvero. Non è solo formalità.
Chiudono il cerchio le misure di prevenzione: arieggiare bene casa o ufficio e seguire le vaccinazioni consigliate – contro l’influenza, il virus respiratorio sinciziale e l’antipneumococco –, che fanno da scudo. Questi accorgimenti servono soprattutto a proteggere i più fragili, riducendo ricoveri e brutte sorprese.
Se guardiamo ai numeri, dalle parti di Milano e nel Nord Italia, per esempio, si vede chiaramente come un po’ di attenzione in più all’igiene e la partecipazione alle campagne vaccinali stanno migliorando la situazione negli ultimi anni. Segno che prevenire resta la miglior arma, insieme alla capacità di riconoscere subito i segnali e agire di conseguenza.