Quante volte capita di sentirsi gonfi dopo un pasto abbondante o in giornate cariche di tensione? Quel fastidio – la pancia tesa, come sotto pressione – può rendere complicate anche le attività più banali. Spesso lo si mette da parte come un problema passeggero. Ma se torna spesso, magari insieme ad altri segnali, vale la pena starci un po’ più attenti. Chi vive nelle città grandi – Milano, Roma o Napoli – sa bene quanto i ritmi veloci e l’alimentazione incostante non aiutino. Perciò capire cosa c’è dietro al gonfiore addominale, e sapere come gestirlo, può evitare che un disturbo tanto comune diventi qualcosa di davvero serio.
Le cause principali e i segnali di allarme
Appena si parla di gonfiore, si pensa subito a quella sensazione di pancia dura e gonfia, evidente anche a occhio nudo. Il motivo più diffuso? Il meteorismo. Si tratta dell’accumulo di gas nel tubo digerente, che spesso – oltre al gonfiore – provoca anche crampi, un po’ di nausea, disagio nel muoversi. Una causa frequente è l’ingestione involontaria di aria durante i pasti, chiamata aerofagia. E poi c’è la digestione lenta, specie dopo mangiate abbondanti o cibi impegnativi da digerire. Da qualche anno, nelle grandi città italiane, si associa spesso il fenomeno a cibi gassati, a certe verdure (tipo broccoli, cavoli) e a legumi – insomma, alimenti che hanno fama di gonfiare.


Ma non solo cosa metti nel piatto conta. Lo stress e l’ansia giocano un ruolo che non va dimenticato: interferiscono con il modo in cui funziona l’intestino e amplificano la sensazione stessa di gonfiore. Allergie alimentari o intolleranze al lattosio o al glutine possono peggiorare la situazione perché modificano come si comporta la flora intestinale, ecco il dettaglio non da poco. Se il gonfiore si presenta ogni tanto, magari dopo una cena ricca o qualche bicchiere di troppo, basta spesso correggere lo stile di vita. Ma se invece si aggiungono dolori forti, vomito o cambi nel modo di andare di corpo – o il gonfiore arriva all’improvviso – meglio farsi controllare. Ancora di più se hai subito un intervento chirurgico recente: in quel caso, niente sottovalutazioni.
Quando il gonfiore nasconde cause più complesse
Si va oltre il semplice cibo o lo stress quando il gonfiore segnala problemi più radicati nel corpo. Nel nostro Paese, per esempio, infezioni da batteri come Escherichia coli o Helicobacter pylori possono far comparire gonfiore accompagnato da diarrea e dolore addominale, una specie di campanello d’allarme che chiede di agire in fretta. Le intolleranze, soprattutto a lattosio e glutine, insieme a malattie autoimmuni come la celiachia, si manifestano spesso con sintomi intestinali che non vogliono andarsene. Tra le malattie infiammatorie croniche più note ci sono il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa: colpiscono a lungo e incidono sul peso e sulla salute generale.
Un aspetto curioso, e non sempre tenuto in considerazione, è la relazione tra problemi ginecologici e gonfiore. Prendi l’endometriosi: può provocare gonfiore simile a quello intestinale, accompagnato da dolori e crampi che confondono. Un altro elemento spesso trascurato è la sovracrescita batterica intestinale (SIBO): qui troppe colonie di batteri si concentrano nel piccolo intestino, disturbando la digestione e creando gonfiore, diarrea, perdite di peso. Poi ci sono, anche se più rari, casi di tumori, calcoli alla cistifellea o l’ascite – ovvero accumulo di liquido nell’addome – che richiedono un intervento tempestivo. Nel complesso, tutto questo fa parte di una diagnosi articolata, dove serve l’aiuto di più specialisti per trovare la soluzione giusta.
Strategie pratiche per ridurre il gonfiore e migliorare il benessere
Quando si parla di combattere il gonfiore addominale, la strada più seguita dagli italiani è rivedere cosa si mangia. Una dieta sana ed equilibrata, con frutta, verdura e cereali integrali, aiuta a far lavorare bene l’intestino. Riconoscere i cibi “traditori” come quelli ricchi di FODMAP – una categoria di zuccheri fermentabili – può aiutare a limitare il fastidio. Bere acqua a sufficienza non solo riduce la stitichezza, ma anche quella sensazione di gonfiore che tante volte prova la pancia, un sollievo che non va sottovalutato.
Mantenersi in movimento fa la differenza, perché l’attività fisica stimola i muscoli intestinali e contrasta la sensazione di gonfiore. Ma non basta: la mente conta eccome. Ricorrere a tecniche come yoga, meditazione e mindfulness può calmare l’ansia e rilassare il corpo, salendo la scala del benessere fisico. A volte le erbe aiutano, con infusi di finocchio, zenzero o camomilla che favoriscono la digestione e alleviano i crampi tipici. Usare probiotici, talvolta, risistema la flora batterica, riducendo gas e gonfiore – non è un rimedio miracoloso ma vale la pena provarci.
Se ti sembra di avere gonfiore costante, magari con febbre o tracce di sangue nelle feci, allora il passo da fare è uno solo: vedere il medico. La diagnosi accurata serve per escludere problemi più gravi, trovare la cura giusta e fermare quel disagio fastidioso che, nel nostro Paese, coinvolge sempre più persone nel tempo. Con qualche attenzione e modifiche al modo di vivere, si può davvero migliorare la situazione e fare la differenza.