Stepping - Dalla strada al palcoscenico
Scritto da Francesco Lomuscio   
lunedì 02 luglio 2007

Stepping - Dalla strada al palcoscenico
USA: 2007. Regia di: Sylvain White Genere: Musical Durata: 115'
Interpreti: Columbus Short, Meagan Good, Darrin Dewitt Henson, Brian J. White, Laz Alonso, Allan Louis, Harry J. Lennix, Richmond Duain Martyn, Justin Hires
Sito web: www.sonypictures.com/movies/stomptheyard
Voto: 6,5
Recensione di: Francesco Lomuscio

stepping_recensione.jpgLa traccia di base è quella tipica di buona parte delle pellicole appartenenti al moderno filone giovanile a stelle e strisce: un ragazzo con problemi esistenziali alle prese con un nuovo contesto sociale in cui, contemporaneamente alla sua integrazione, deve affrontare l'immancabile sfida di turno ed il consueto innamoramento per la fidanzata del suo rivale.
In questo caso, con un cast all black, abbiamo il giovane D.J. Williams (Columbus Short), il quale, in seguito ad una competizione di danza degenerata in una violenta rissa, si trova costretto a trasferirsi dai club underground di Los Angeles ai ricchi circoli della prestigiosa Truth University di Atlanta, riservata all'elite afroamericana, dove viene a conoscenza dello stepping, versione aggiornata dell'antica African Boot Dance, di cui il coreografo Dave Scott spiega: "All'inizio lo stepping si componeva di elementi della tradizione africana come i movimenti di gruppo coordinati e l'uso delle mani e del corpo come strumenti a percussione. Le confraternite universitarie hanno poi aggiunto altri passi di estrema precisione. Adesso noi abbiamo aggiornato il tutto inserendo mosse acrobatiche e qualche accenno allo stile di strada". Ne consegue l'entrata del protagonista nella confraternita Theta Nu Theta, eterna rivale della Mu Gamma Xi, e la lunga preparazione per affrontare la decennale competizione tra i "fratelli", contemporaneamente allo sviluppo di una storia sentimentale con la bella April (Meagan Good).
Quindi, mentre avvertiamo da subito la provenienza del regista Sylvain White (quello di "Leggenda mortale", terzo episodio della saga horror "So cosa hai fatto") dal colorato e frenetico universo dei videoclip, tra montaggio veloce, abbondante sfoggio di movimenti di macchina e colonna sonora onnipresente, ci rendiamo conto del fatto che lo script riserva ben poche sorprese.
Però , seppur altamente prevedibile ed a tratti fracassone, "Stomp the yard" (così s'intitola in patria il film) non risulta affatto male, soprattutto grazie ad un intreccio di sentimenti e conflitti di classe ben innestato nella realtà delle confraternite afroamericane, il quale contribuisce a rendere l'insieme decisamente godibile, nonostante la non breve durata (circa 114 minuti).
Al solo fine di ribadire un fondamentale pensiero di Martin Luther King ("Intelligenza e personalità , è questo lo scopo della vera istruzione"), per un prodotto di celluloide che, con ogni probabilità , si trasformerà in un vero e proprio cult-movie per tutti i seguaci della street dance, in quanto documento filmico relativo al loro principale interesse.