Con l’arrivo dei mesi più freddi molte famiglie italiane si ritrovano ad affrontare un classico problema domestico: la formazione di muffa sulle pareti interne. Pareti poco arieggiate, ponti termici e umidità alta… tutto questo aiuta a far nascere e a diffondere quei fastidiosi microrganismi che, oltre a rovinare i muri, possono peggiorare la salute di chi ci abita. Non sempre si tratta di situazioni complicate o costose da sistemare, ma c’è bisogno di una certa cura e interventi puntuali per tenere sotto controllo il fenomeno. Il problema si vede soprattutto d’inverno, quando le finestre restano chiuse a lungo e l’aria si fa pesante in casa.
Il costo nascosto della muffa per salute e abitazioni
Muffa dentro casa spesso pesa parecchio: sia a livello economico che sanitario. Le famiglie si trovano a spendere soldi ripetutamente per eliminare le macchie, ristrutturare le pareti e comprare prodotti specifici che contrastano il problema. Secondo alcuni studi recenti, la spesa media annua supera il migliaio di euro. Dentro questa cifra ci sono anche i danni ai mobili e agli arredi vari. Per quanto riguarda la salute, respirare continuamente spore di muffa può far crescere disturbi respiratori, specie in bambini, persone anziane o chi soffre di asma e allergie.


Quando il tasso di umidità interno supera il 60%, la muffa trova terreno fertile: funghi e batteri crescono senza freni. Nei mesi freddi, molti appartamenti superano regolarmente questa soglia, soprattutto se mancano sistemi di ventilazione efficaci o se l’umidità si accumula sotto forma di condensa. Nei centri urbani, spesso si percepisce quell’odore di muffa — un segnale chiaro che il problema c’è. Tenere bassa l’umidità e agire in fretta: ecco, in sostanza, cosa serve per limitare i danni materiali e salvaguardare il benessere di chi ci vive.
Rimedi domestici: l’acqua ossigenata e gli oli essenziali funzionano davvero?
Uno dei metodi più noti per combattere la muffa prevede l’uso di acqua ossigenata al 3% assieme agli oli essenziali, in particolare al tea tree, apprezzato per le sue proprietà antifungine. Prove fatte su superfici porose hanno dimostrato che questa miscela, se usata bene, può eliminare fino al 95% della muffa visibile. La ricetta? Si mescolano parti uguali d’acqua e acqua ossigenata, si aggiungono poche gocce di olio essenziale e si spruzza sulla zona interessata, lasciando agire venti minuti circa prima di passare un panno per pulire.
Vale la pena notare che questo rimedio non è la soluzione definitiva quando la muffa nasce da infiltrazioni o problemi strutturali più profondi. In quei casi, l’effetto dura poco e la muffa torna a farsi vedere. L’acqua ossigenata disinfetta senza rilasciare vapori tossici, mentre il tea tree ha un’efficacia antifungina anche provata in ambito medico. Però, se il problema è più serio, i risultati si limitano — e spesso chi vive nelle città non pensa abbastanza a questo particolare, che invece è decisivo nell’efficacia del trattamento.
Basta quindi valutare con cura la situazione: questi prodotti aiutano a togliere la muffa superficiale, ma non sostituiscono gli interventi tecnici necessari per sistemare i guasti strutturali o la mancanza di isolamento.
Edilizia e abitudini domestiche: come influenzano la muffa
Il dato è chiaro: l’età degli edifici ha una grande influenza su umidità cronica e muffa. Oltre il 70% delle case costruite prima del 1980 mostra problemi di infiltrazioni e coibentazione scadente. Le abitazioni nuove — specie quelle certificate secondo standard CasaClima o NZEB — limitano la muffa grazie a isolamenti avanzati e sistemi di ventilazione meccanica. Però, anche nei palazzi moderni, la muffa può comparire se l’aria non si ricambia bene: serramenti molto isolanti chiudono gli spifferi, ma dicono pure stop all’aria fresca, facendo salire l’umidità oltre la soglia consigliata (tra 40% e 55%).
Aprire le finestre almeno due volte al giorno per una decina di minuti è una mossa semplice ma efficace contro la muffa. Nei locali che producono più umidità — come cucine e bagni — deumidificatori o ventole estrattive aiutano parecchio a tenere sotto controllo la crescita di funghi. Anche la manutenzione regolare e il controllo degli scarichi condominiali contribuiscono a bloccare infiltrazioni invisibili che danneggiano le strutture e lasciano cattivi odori — un dettaglio spesso trascurato, finché il problema non esplode.
Se la muffa si sviluppa rapidamente o si sente un odore persistente, meglio chiamare un tecnico specializzato per una diagnosi precisa con strumenti dedicati. Così si scoprono ponti termici o difetti di impermeabilizzazione, e si interviene dove serve, risparmiando soldi ed evitando soluzioni inutili. Da qualche anno si parla sempre più di una cultura dell’abitare sano: gestire correttamente ventilazione, riscaldamento e manutenzione migliora il comfort dentro casa e la salute di chi ci abita — esperienza comune a tante famiglie in inverno, dalle parti di Milano o altrove.