Entrare in una stanza vuota porta spesso con sé un dubbio immediato: come mettere ogni cosa al suo posto per trasformarla in uno spazio utile e, nel contempo, accogliente? Il soggiorno conta molto in ogni abitazione – lì si incrociano esigenze pratiche e gusti estetici. Non si può certo ignorare la forma della stanza o dove si trovano porte e finestre: tutto influisce, dalla qualità ambientale alla comodità di vivere quegli spazi. Capire dove dare priorità a funzioni diverse evita scelte buttate lì a caso – che poi, diciamolo, non funzionano mai davvero.
Chi l’avrebbe detto? Sottovalutare la netta distinzione tra area relax e zona pranzo può creare un bel pasticcio, soprattutto quando lo spazio è risicato e il soggiorno deve assorbire più compiti insieme. Mantenere l’equilibrio è il modo migliore per non rinunciare a un ambiente comodo, senza che venga meno l’aspetto visivo gradevole. Nelle case italiane – dove tra cucina, salotto e pranzo le metrature spesso non sono generose – fare attenzione a queste suddivisioni è ormai una routine.
Una bussola, per orientarsi, la si può trovare nelle tre grandi configurazioni del soggiorno: quadrato, rettangolare o a L. Ognuna di queste ha caratteristiche uniche, con limiti e possibilità diverse. Nei prossimi paragrafi vedremo come dare risposte pratiche e riuscire a valorizzare al massimo anche quegli spazi complicati.
Il soggiorno quadrato: quando la zona pranzo sorprende
Arredare un soggiorno quadrato richiede qualche accorgimento, soprattutto visto che le pareti – spesso di lunghezza simile – sono quasi sempre interrotte da porte o finestre. Spesso si lascia un bel vuoto al centro della stanza, mentre le pareti diventano pezzi frammentati, poco utili per mobili voluminosi. La soluzione più adottata? Un tavolo rotondo in un angolo – così si sfrutta bene la pianta e si tiene lo spazio centrale libero, flessibile.


Il camino, collocato magari al centro di una parete lunga, cambia le carte in tavola. In quei casi spostare l’attenzione sull’area conversazione vicino al fuoco diventa quasi d’obbligo, lasciando meno spazio per il classico tavolo da pranzo. Un tavolo consolle, spesso, aiuta parecchio: lo si apre solo quando serve, adattandosi all’arredamento senza sacrificare metri quadri preziosi.
Un esempio? Immaginate un soggiorno quadrato con tante aperture e il camino che fa da protagonista. Una parete attrezzata ospita la televisione di fronte alle sedute disposte per favorire il dialogo – vicino al calore del focolare. Due poltrone mobili permettono di trasformare al volo la consolle in zona pranzo, una soluzione che abbina praticità e stile. Una lampada da tavolo completa l’illuminazione, regalando un’atmosfera più avvolgente, mentre mensole e pezzi alti aiutano a valorizzare le pareti senza appesantirle, offrendo spazio per libri e oggetti diversi.
Il soggiorno rettangolare gioca sulle prospettive e la luce
Il rettangolare è un formato più facile da maneggiare rispetto al quadrato: le funzioni si definiscono con chiarezza. Molte case, dalle parti di Milano o Torino – tanto per dire –, vantano una grande parete vetrata: che dal punto di vista della luce naturale fa la differenza, ampliando la percezione dello spazio. Dall’altro lato però, gli spazi per i mobili fissi risultano limitati, un dettaglio non da poco.
Vicino alla cucina trova quasi sempre casa la zona pranzo, così da agevolarne l’uso quotidiano. I tavoli, preferibilmente rettangolari o ovali, si adattano alla forma della stanza. Il salotto si organizza all’estremo opposto: divani componibili appoggiati alle pareti, così da non ostruire il centro. Il risultato? Spazi sfruttati bene e percorsi senza intoppi.
Il tavolo, allineato alla porta della cucina, crea due corridoi che collegano l’ingresso e il salotto alla zona notte, spesso accanto alla vetrata. Un pouf multiuso completa la zona relax: è sia seduta extra sia appoggio versatile. Davanti al divano, pareti attrezzate modulari custodiscono tecnologia, libri, e tutto il quotidiano, mantenendo ordine e leggerezza visiva. Questi accorgimenti– per esempio in appartamenti di città dove lo spazio è risicatissimo – fanno la differenza.
Il soggiorno a L come spazio con privacy e divisione naturale
Il soggiorno a L ha una qualità interessante: crea una divisione degli spazi quasi spontanea, regalando privacy senza sacrificare la luce. Se poi l’ingresso porta direttamente dentro, una libreria divisoria – che fa da filtro visivo e funzionale – risolve il dilemma separando la zona conversazione da quella pranzo.
Nel lato lungo si può piazzare un divano con una poltrona davanti a una parete attrezzata. Sul lato corto, vicino all’ingresso, ecco il tavolo rotondo, facile da raggiungere e protetto dalla libreria che separa senza chiudere, lasciando passaggi laterali aperti e garantendo continuità visiva. Bilancia spaziale tra riservatezza e apertura, soprattutto grazie all’assetto diverso delle finestre.
Per non appesantire il locale, si scelgono mensole leggere, basi sospese con un’illuminazione mirata – così da valorizzare gli oggetti esposti e creare calore anche quando la luce naturale manca. I tavoli rotondi, con la loro forma senza angoli, facilitano passaggi e ospitano più persone in comodità. Una lampada a sospensione, posta intorno ai 70 cm dal piano, illumina bene senza infastidire.
La libreria che sta in mezzo, autoportante, è un vero asso nella manica: divide senza spezzare la fluidità, funziona da contenitore e porta armonia. D’altronde, soluzioni così – viste spesso nelle abitazioni italiane – dicono molto su come progettare con attenzione e buon senso faccia la differenza in famiglia.